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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:17 - Lettori online 1385
MODICA - 30/05/2013
Attualità - E’ destinata a creare un precedente la eclatante decisione sui ruoli dell’acqua

Per il giudice bollette "pazze" da non pagare

Alla base della decisione dei giudici di pace c’è il calcolo forfettario applicato dai funzionari degli uffici comunali e ritenuto troppo approssimativo Foto Corrierediragusa.it

Quelle bollette «pazze» dell’acqua non vanno pagate perché sono illegittime. E’ destinata a creare un precedente la eclatante decisione che i giudici di pace del tribunale di Modica hanno espresso in ordine ai ricorsi presentati dagli utenti raggiunti dalle bollette notificate dal comune per il pagamento del canone idrico dovuto ma non versato negli anni passati. Alla base della decisione dei giudici di pace c’è il calcolo forfettario applicato dai funzionari degli uffici comunali e ritenuto troppo approssimativo. Senza contare le cifre esorbitanti, in alcuni casi tra i 4 e i 5mila euro in bolletta, basate come accennato, su calcoli tipo relativi a nuclei familiari «tradizionali» e magari invece riferite nella realtà ad abitazioni chiuse da tempo o dove risiedono persone single. Sono state decine i ricorsi che gli utenti hanno presentato per il tramite dei rispettivi avvocati, dopo aver rischiato un coccolone a causa delle bollette idriche «pazze». Questa situazione è maturata nel tempo e prende avvio mesi fa, quando i residenti si sono visti recapitare missive relative al pagamento del canone idrico riferito al biennio 2010-2011, con somme da capogiro da versare in un’unica soluzione oppure in tre rate ravvicinate e comunque troppo «pesanti».

L’amministrazione aveva adottato questa soluzione, senza tenere evidentemente conto della crisi, per fare cassa e mettere una pezza ai ben noti problemi di bilancio. Ma i conti erano stati fatti senza l’oste, ovvero senza i cittadini, che, dinanzi al fatto compiuto, si sono visti costretti ad inoltrare i ricorsi, tutti accolti dai giudici di pace, salvo qualche rara eccezione in cui la somma riportata in bolletta è stata ritenuta ragionevole e in linea con i parametri di calcolo. Ma nella maggior parte dei casi il giudice ha invece stabilito che i canoni, di qualunque genere esso siano (acqua o rifiuti solidi urbani) vanno equiparati a tutte le altre forniture di servizi di cui usufruiscono gli utenti, per cui i pagamenti vanno richiesti periodicamente e non in un’unica soluzione.

Trattandosi peraltro, come nel caso dell’acqua, di consumi facilmente rilevabili per la presenza di contatori, come avviene per la fornitura di energia elettrica, secondo i giudici di pace modicani le bollette vanno recapitate negli stessi termini utilizzati ad esempio dalla stessa Enel, tenendo conto di una rateizzazione più elastica, laddove l’importo richiesto all’utente sia ritenuto ragionevolmente congruo, per rendere meno pesante il pagamento. Come accennato, lo scorso agosto furono recapitate le bollette dell’acqua relative al biennio 2010-2011, corredate da una mesta lettera di scuse per la richiesta di pagamento con opportunità di pagamento del canone in soluzione unica o suddivisa in tre rate, di cui la prima da pagare praticamente entro pochi giorni dal ricevimento dell’avviso.