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Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:45 - Lettori online 775
MODICA - 27/05/2013
Attualità - Un brutto biglietto da visita per una zona archeologica che potrebbe essere un fiore all’occhiello

Cava Ispica lasciata nel degrado

La Cava, attualmente, ha invece il primato di essere uno dei posti più degradati, più dimenticati e più ignorati della Sicilia
Foto CorrierediRagusa.it

La Cava Ispica, una delle vallate più belle d’Italia, potrebbe essere sicuramente uno dei siti naturalistici più visitati di tutta la Penisola. La natura, sovrana incondizionata del posto, ha reso l’intera zona un’oasi stupenda per gli appassionati delle aree verdi e dell’archeologia, visto che sono numerose le evidenze monumentali visibili e riconducibili a varie epoche. La Cava, attualmente, ha invece il primato di essere uno dei posti più degradati, più dimenticati e più ignorati della Sicilia e, molto probabilmente, dell’Italia stessa. Gli incauti visitatori che vorrebbero avventurarsi nei meandri dell’area sono costretti ad arretrare in numerosi punti della vallata: i vecchi percorsi predisposti anni fa sono infatti completamente non percorribili e ormai coperti da rovi e sterpaglie. Gran parte delle scoperte archeologiche, a partire dalla Grotta dei Santi, dalla Spezieria, dalla Tomba a finti pilastri, sono abbandonate all’incuria e al degrado: le poche indicazioni rimaste nei dintorni dei siti sono ormai vecchie e illeggibili, molte di queste sono ormai divelte, arrugginite e abbandonate in mezzo alle erbacce.

Queste ostacolano ormai qualsiasi passaggio: ci è stato possibile visitare questi luoghi grazie alla caparbietà e alla passione del circolo «Melograno» di Legambiente Modica che, da anni, organizza escursioni e visite guidate proprio in questi luoghi. I responsabili del gruppo ci raccontano che le condizioni della cava sono stazionarie da tempo e che sia i comuni interessati sia la sovrintendenza poco o nulla hanno fatto negli anni per preservarla. L’area archeologica, che si snoda da contrada Baravitalla fino ad arrivare al Parco Forza di Ispica, era stata pensata e strutturata per favorire la visita di turisti e appassionati: migliaia di euro sono stati spesi per riportare alla luce i tesori monumentali realizzati nei millenni e per creare dei veri e propri percorsi di cui adesso, però, rimangono solo delle vecchie insegne. In molti punti, infatti, le sterpaglie sono tali da impedire il passaggio, in altri invece sono stati gli stessi volontari di Legambiente a effettuare delle attività di manutenzione al fine di rendere più o meno agevole l’accesso.

Alcune zone, inoltre, risultano però fatiscenti: è il caso dell’area transennata proprio nei pressi del parcheggio principale, che si trova in queste condizioni da anni, oppure del ponte di Baravitalla, letteralmente distrutto dalle intemperie nel 2002. Qui è ben visibile ancora la voragine lasciata dalle piogge torrenziali, non c’è alcun cartello ad indicare l’insicurezza del luogo e qualche cittadino incivile ha ben pensato di trasformare una parte dell’area a discarica abusiva, lontano dagli occhi poco attenti degli amministratori comunali di Modica.

Nella foto il ponte di Baravitalla, crollato da anni a causa delle piogge e mai ricostruito.