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Lunedì 5 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 11:16 - Lettori online 904
MODICA - 15/05/2013
Attualità - I tagli per un milione 400 mila euro obbligano a scelte pesanti peer limitare i costi di gestione

La SpM chiede fondi alla Regione per sopravvivere

La richiesta è di un finanziamento di un milione 200 mila euro nell’arco di un biennio per evitare licenziamenti dei lavoratori

Amministrazione e sindacati cercano di salvare il salvabile nella vertenza Servizi per Modica. La SpM infatti dovrà gestire un bilancio con un milione 400mila euro di tagli operati dall’amministrazione Buscema a seguito del piano di riequilibrio finanziario. Il mancato trasferimento di queste risorse comporterà un ridimensionamento del personale ed ha messo in allarme i sindacati. Diverse sono le soluzioni prospettate e che sono state oggetto di confronto tra il sindaco, l’amministratore unico della PpM, Antonio Guastella e le rappresentanze sindacali ed aziendali. Tra queste la diminuzione dell’orario di lavoro, il prepensionamento di quanti maturano il trattamento pensionistico nell’arco di 24 mesi successivi all’accordo o un contratto di solidarietà.

I sindacati da parte loro, nel corso dell’ultima riunione tenutasi a palazzo S. Domenico, hanno chiesto di rimodulare il piano di rientro destinando alla SpM ulteriori risorse in modo da evitare tagli pesanti e penalizzanti per il personale che allo stato dei fatti conta su 95 unità e 13 ausiliari del traffico. A conclusione della riunione è stato deciso di incontrare domani a Palermo presso l’assessorato alla Presidenza il capo di gabinetto del Presidente della regione per ottenere uno stanziamento supplementare di risorse da destinare alla Spm, sul modello di quanto è stato fatto già a Palermo con la Gesip.

La somma che sarà richiesta è di un milione 200mila euro complessivamente per il biennio 2013-2014.L’amministrazione si è dichiarata disponibile a rinviare la definizione dell’accordo collettivo in attesa delle risultanze dell’incontro di Palermo. Le parti hanno, comunque, concordato di definire una tempistica per la definizione dell’accordo collettivo in modo da avviare l’eventuale riduzione oraria convenuta sin dal 1° giugno al fine di evitare l’avvio della fase liquidatoria societaria.