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MODICA - 14/04/2013
Attualità - Una mostra con documenti e foto d’epoca a palazzo Grimaldi

Clemente Grimaldi, eccellente agronomo siciliano

Politico, studioso, docente, agronomo, una figura a tutto tondo nella Modica di fine ’800
Foto CorrierediRagusa.it

Studioso, docente, imprenditore e politico. Una personalità a tutto tondo quella di Clemente Grimaldi (nella foto il primo a destra), la cui figura è stata rievocata grazie all’iniziativa della Fondazione Grimaldi con le relazione di Benedetto Gugliotta, Orazio, Sortino e Giuseppe Barone. Nei saloni è stata anche allestita, grazie al minuzioso lavoro di ricerca di Benedetto Gugliotta, una mostra con alcune foto d’epoca inedite che fanno ben capire il momento storico in cui visse l’agronomo con scatti che lo ritraggono in famiglia, al lavoro, nelle sue residenze della campagna modicana.

Clemente Grimaldi è passato alla storia dell’agronomia italiana per avere combattuto grazie alle sue ricerche, in modo efficace, la fillossera, avere contribuito agli studi scientifici del tempo con sessanta testi e un centinaia di articoli. La sua ricerca pura si estrinsecava in ricerca sul campo ed in divulgazione. Grimaldi, ha ricordato, Giuseppe Barone, è esponente di una congerie culturale viva e stimolante come in quegli anni, siamo nella seconda parte dell’800’, accadeva in molti campi nella Contee di Modica di cui l’agronomo esprime la cultura, il progresso e la ricerca scientifica.

Il suo merito, ha sottolineato Orazio Sortino, docente presso la facoltà di Agraria, è avere lavorato sui prodotti del territorio, come carrubo e vite dando inizia ad una scuola di Agraria che avrà altri autorevoli esponenti. A Grimaldi, morto nel 1915, non fa difetto neppure l’esperienza politica, perchè è assessore alla Pubblica istruzione, è sindaco e pro sindaco ed in questa veste profonde tutte le sue energie. E’ un uomo che a pieno merito dà lustro e fama alla città ma soprattutto contribuisce allo sviluppo della agricoltura iblea come oggi la conosciamo visto che studiosi, imprenditori e docenti non possono prescindere dal suo insegnamento e dalle sue ricerche.