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MODICA - 11/04/2013
Attualità - Il convegno rilancia la questione dell’apertura del palazzo dei Mercedari

"Oggetti senza gloria", occasione per riflettere

La pubblicazione di Grazia Dormiente vuole anche stimolare il dibattito sul futuro dell’associazione "Serafino Amabile Guastella" Foto Corrierediragusa.it

Grazia Dormiente ha presentato i suoi «Oggetti senza Gloria» ma ha soprattutto offerto l’occasione per una riflessione sul futuro dei beni museali in città. Il pamphlet dell’etnologa ripercorre le fasi di vita della associazione «Guastella», costituitasi nel 1974, con documenti e foto che testimoniano l’impegno e la dedizione di un ristretto gruppo di volontari alla nascita del museo Etnografico «Serafino Amabile Guastella», inaugurato nel 1978 e chiuso dal 2005. Gli oggetti senza gloria, gli arnesi di lavoro delle varie botteghe che animavano i museo, il falegname, il dolciere, il ciabattino, lo scappellino, il sarto e tanti altri, sono da anni riposti negli scantinati in attesa di ritornare a vivere. Il palazzo dei Mercedari è infatti ancora in fase di ristrutturazione e servono altri 500 mila euro perché possa riaprire le porte.

In attesa della restituzione alla città Grazia Dormiente, che insieme a Duccio Belgiorno, Giorgio Buscema, Franco Ruta, Raffaele Galazzo, Nannino Ragusa e Nunziata Monaca, costituì il nucleo fondante del «Guastella», chiede alla città ed ai suoi amministratori una riflessione perché gli oggetti tornino a vivere. Essi costituiscono la memoria di un ampio territorio, ricco di storia, tradizioni i cui luoghi, oggi, senza oggetti non raccontano nulla. Pe rimettere in moto l’associazione serve dunque un volontariato culturale, con forze giovani ed entusiaste che condivano il progetto e si proiettino nel futuro.

Il convengo tenuto nell’aula consiliare di palazzo S. Domenico è servito anche a contestualizzare la nascita e le ragioni della associazione «Guastella» in un momento storico, ha ricordato Giuseppe Barone, in cui soffiava il vento dell’apertura a fasce ampie della popolazione della cultura e dei beni museali. Gli anni 70’ caratterizzarono una fase importante dei beni culturali in Sicilia che fu interpretata al meglio dai componenti dell’associazione che riuscirono a fare del «Guastella» il più importante museo etnografico da Napoli in giù.