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Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:45 - Lettori online 824
MODICA - 08/04/2013
Attualità - Con i poteri sostitutivi del Consiglio comunale, l’atto è già formalmente operativo

Dopo 30 anni Modica ha il Piano regolatore

Giuseppe Traina, funzionario regionale, si è insediato ad Ottobre dello scorso anno ed ha completato il percorso già avviato dal primo commissario, Donatello Messina Foto Corrierediragusa.it

Giuseppe Traina rischia di passare alla storia della città. E’ infatti riuscito, a trenta anni dal primo incarico allora affidato(era infatti il 1982) ad approvare la delibera della Variante al Piano regolatore della città e l’allegato regolamento edilizio. Sono i due atti che normeranno la pianificazione urbanistica della città, per quello che ancora si può fare. La delibera che porta il numero 16 è stata adottata dal funzionario nominato a metà ottobre dello scorso anno con i poteri del consiglio comunale visto che 16 dei trenta consiglieri si erano dichiarati incompatibili.

Giuseppe Traina ha rispettato i tempi che si era dato e l’amministrazione può incassare questo risultato dopo vicende burocratiche, tecnici e politiche che si sono dipanate nell’arco di un trentennio e si sono ancor più ingarbugliate nel corso degli ultimi cinque anni per la sopravvenuta incompatibilità della maggioranza dei consiglieri che nel frattempo erano stati eletti nella legislatura che si chiuderà a maggio. Due i commissari che nel volgere dei cinque anni si sono succeduti; il primo Donatello Messina, funzionario dell’assessorato al Territorio ed Ambiente, aveva dovuto rinunciare al suo mandato dopo due anni di lavoro, restituendo gli atti per consentire di aggiornare le tavole tecniche includendo la procedura della Vas, Valutazione ambientale strategica, che l’assessorato al territorio regionale aveva ritenuto imprescindibile perché uno strumento urbanistico sia adottato.

La decadenza del commissario ad acta riportò il tutto alle competenze del consiglio comunale, il cui insufficiente numero di consiglieri compatibili, aveva causato l’arrivo del commissario. Anche nella seconda «tornata» il presidente del consiglio, Carmelo Scarso, dovette certificare il perdurante numero di consiglieri incompatibili per cui si è reso necessario ancora una volta il commissariamento con l’avvento di Giuseppe Traina. Dopo l’adozione dell’atto scattano i termini per le controdeduzioni dei cittadini e quindi la definitiva approvazione da parte della Regione. La variante al piano arriva con abbondante ritardo ed è dal punto di vista strettamente tecnico già superata per i cambiamenti nel frattempo subentrati nel territorio.

E’ indubbio tuttavia che essa costituisce un punto fermo ed un punto di partenza per il futuro e per quanti vogliono programmare investimenti ed insediamenti nel territorio dove nel corso degli anni, dal centro storico alla zone rurali si sono perpetrate ferite irrimediabili che nella stragrande maggioranza hanno cambiamo volto ed identità a contrade, colline, zone urbane. La variante al piano dovrebbe consentire di evitare almeno altri insulti al territorio, essere un punto di riferimento pubblico e trasparente anche se la prossima amministrazione dovrà subito pensare ad un nuovo strumento urbanistico, possibilmente più snello e lineare di quanto sia quello adottato dal commissario ad acta.