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MODICA - 18/03/2013
Attualità - Partecipato evento al palazzo di giustizia

"Tecniche di retorica forense" come Cicerone

E’ stato incentrato su questo tema il convegno organizzato dalla Scuola superiore della magistratura, struttura didattica territoriale di Catania, sezione penale Foto Corrierediragusa.it

«Persuasione e convincimento: tecniche di retorica forense»: è stato incentrato su questo tema il convegno organizzato dalla Scuola superiore della magistratura, struttura didattica territoriale di Catania, sezione penale, in una gremita aula del palazzo di giustizia. Il tema è stato discusso sotto diversi punti di vista, da quello del magistrato a quello dell’avvocato, passando per quello del docente universitario. Le tecniche con cui un avvocato deve cercare di convincere un giudice dell’innocenza o delle ragioni del proprio assistito sono diverse.

Ad illustrarle il presidente dell’ordine degli avvocati di Modica Ignazio Galfo (foto), che ha fornito spunti interessanti ai giovani legali, in particolare su come impostare un’arringa, su come esporla, sulle varie modalità utili ad esporre la tesi difensiva, senza mai prescindere dall’etica deontologica e dalla correttezza. «Niente giochi di prestigio e niente inutile retorica per tentare di sostenere l’insostenibile – ha sentenziato l’avvocato Galfo – in particolare quando risulta addirittura impossibile sostenere l’innocenza del proprio assistito». Secondo Galfo bisogna invece «Limitare i danni per rendere il giudizio il più indolore possibile».

A sostegno della sua tesi, il presidente dell’ordine forense ha citato nientemeno che Cicerone: «Non si può tentare di spezzare quelle cose che non si possono piegare». Del resto Cicerone è stato il Maestro dell’ars retorica: «Si deve possedere una vasta cultura, senza la quale l’oratoria è un vaniloquio futile e ridicolo – diceva – e lo stesso stile deve venire ben plasmato non solo con la scelta, ma anche con la disposizione delle parole». Si sono poi susseguiti gli interventi del presidente del tribunale di Modica Giuseppe Tamburini, dell’avvocato Ettore Randazzo del Foro di Siracusa, del professore Tommaso Rafaraci, ordinario di procedura penale all’università di Catania e avvocato del foro etneo, nonché del giudice del tribunale di Modica Antongiulio Maggiore. I lavori sono stati coordinati dal procuratore di Modica Francesco Puleio, secondo cui «Queste iniziative consentono di mantenere e dare respiro ad un´attività di studio e di ricerca che va oltre la pratica».