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Lunedì 5 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 17:16 - Lettori online 1069
MODICA - 08/03/2013
Attualità - Contestati i tagli imposti dal presidente della Regione Crocetta

Corsi Oif da salvare a Modica e nel resto della Sicilia

A Modica ci sono circa 140 ragazzi che seguono i corsi, mentre i dipendenti, che non percepiscono lo stipendio da sette mesi, rischiano di perdere il lavoro

«Bisogna salvare i corsi Oif (obbligo istruzione e formazione) dalla mannaia imposta dal presidente della Regione Crocetta, che ha deciso di tagliare tutto, lasciando disoccupati i lavoratori e penalizzando tutti quei ragazzi che, una volta ultimata la scuola dell’obbligo, non intendono continuare a studiare, ma entrare nel mondo del lavoro». E’ l’appello lanciato dalla direttrice Ciofs (centro italiano opere femminili salesiane) di Modica, suor Mariella Lo Turco. «E’ vero – scrive suor Mariella in una missiva indirizzata al governatore – che possono esserci enti in Sicilia che non hanno operato correttamente in questo settore, ma non per questo si può fare di tutta l’erba un fascio, né che si possono azzerare percorsi che nel resto d’Italia e d’Europa sono riconosciuti come prioritari».

A Modica ci sono circa 140 ragazzi che seguono i corsi, mentre i dipendenti, che non percepiscono lo stipendio da sette mesi, rischiano di perdere il lavoro. Dallo scorso mese si naviga a vista, grazie al sostegno di alcune congregazioni religiose, e non si sa ancora quando la Regione erogherà le somme dovute. I legali dell’ente di formazione hanno comunicato alla Regione che, senza risposte in tal senso, dall’11 marzo verrà avviata la procedura di mobilità per cessazione dell’attività dell’Ente. Si tratterebbe della fine di una realtà consolidata che opera dal 1970, e che dal 2000 è accreditata come ente per l’obbligo formativo.

LA LETTERA APERTA INVIATA A CROCETTA
Noi Salesiani e Salesiane di Sicilia, lusingati dal giudizio del Presidente sulle nostre manifestate e riconosciute capacità nel fare sana e proficua formazione, poiché questo a suo dire non giustifica la spesa per il bene dei giovani, non possiamo tacere di fronte ad alcune affermazioni estemporanee che sono state proclamate durante la conferenza stampa del 5 marzo u.s. Intendiamo pertanto affermare con forza e determinazione quanto segue.

La politica siciliana ed il suo braccio amministrativo ad oggi, è l´unico soggetto che dequalifica l’impegno professionale profuso dalla missione educativa salesiana ed inficia la qualità dei risultati che si potrebbero raggiungere con un regolare sistema che garantisca formazione e qualità di servizio ai ragazzi e ai giovani che ne hanno diritto.

I costi della formazione in obbligo di istruzione non sono quelli dichiarati dal presidente.

La politica di questa Regione non permette ai minori di questa terra, di programmare loro un futuro, avviandosi al mondo del lavoro. Le affermazioni del Presidente del 5 marzo u.s. disconoscono il diritto differenziato di cui godono i minori, grazie ad una legge dello Stato, a finanziamenti ministeriali e del Fondo Sociale Europeo.

La politica siciliana, con i suoi ritardi ed inefficienze è protagonista di dispersione, rischio e foraggia in tal modo la delinquenza organizzata.

La politica di questa Regione non riconosce un diritto, dettato dalla nostra costituzione e declinato da una normativa non più sperimentale ma ordinamentale (Legge 28 marzo 2003, n. 53; Accordo in Conferenza Stato Regioni del 15 gennaio 2004; Decreto Legislativo 17 ottobre 2005, n. 226 e successive integrazioni).

Interesse dei Salesiani, ben noto al nostro Presidente, per l´esperienza fatta e dallo stesso riconosciuta a Gela e nelle altre province in cui CNOS/FAP e CIOFS-FP sono presenti, è difendere i minori e di questi i più poveri, in senso lato, per tirarli fuori dal quel ghetto nel quale, a suo dire, sono stati precipitati. Lo invitiamo pertanto, a denunciare e fare i nomi di coloro che hanno sciupato risorse e distrutto il futuro dei ragazzi, e avrà il nostro plauso!

In riferimento a ciò che i Salesiani devono fare o non fare, se formazione o altro, la preghiamo di lasciarlo alla decisione di chi per vocazione, e non per ideologia o interessi di parte, ha dedicato la vita ai minori di questa terra. Negando loro un diritto sancito, lei dimostra di non considerarli, di non voler loro bene e soprattutto di negar loro la possibilità di un concreto sbocco lavorativo.

Renderà conto del suo operato al Dio giusto che protegge l’orfano e la vedova e che ha sempre lottato contro i Faraoni di ogni epoca.

Desideriamo ricordarle quanto diceva don Bosco che, nonostante le forti divergenze ideologiche con i governanti del tempo, ha sempre goduto dello loro stima e del loro rispetto proprio per l’impatto educativo e sociale della sua missione: «Siamo in tempi in cui bisogna operare. Il mondo è divenuto materiale perciò bisogna lavorare e far conoscere il bene che si fa» .

I Salesiani e le Figlie di Maria Ausiliatrice di Sicilia