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Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:45 - Lettori online 858
MODICA - 06/03/2013
Attualità - Molti hanno partecipato a«Nessuno è straniero in Un Canto di Luce» a Natale

Per 55 ragazzi stranieri cittadinanza onoraria

Accolta la proposta del presidente provinciale dell’Unicef, Ida Del Vecchio Foto Corrierediragusa.it

Una città multirazziale e multicolore che ha voluto dare un segnale tangibile della sua apertura e del suo senso dell’accoglienza. Nell’aula consiliare di palazzo S. Domenico sono ragazzi e bambini che da tempo risiedono in città col le loro famiglie. Sono giovani che frequentano le scuole dell’obbligo, di cui alcune serali: In particolare il plesso della De Amicis a Modica Alta, l’Istituto Piano del Gesù, la Ciaceri, la scuola dell’Infanzia del Boccone del Povero, la Giacomo Albo, la Falcone, La giovanni XXIII e l’istituto comprensivo di Scicli.

In tutto 55 giovanissimi che hanno ricevuto dalle mani del sindaco e dell’assessore alla Cultura la cittadinanza onoraria. In questo senso è stata accolta la proposta del presidente provinciale dell’Unicef, Ida Del Vecchio, che ha indicato quanti hanno dato vita alla manifestazione tenutasi la sera del 22 dicembre scorso sulla scalinata della chiesa di S. Pietro. Qui è stata infatti presentata alla città la manifestazione «Nessuno è straniero in Un Canto di Luce». In quella occasione furono conferite altre undici cittadinanze onorarie. A palazzo S. Domenico è stata ora la volta di altri giovani di nazionalità nigeriana, polacca, romena, marocchina, tunisina, albanese, cinese, spagnola e venezuelana.

Presenti alla cerimonia di ieri i curatori della manifestazione, la dirigente scolastica Concetta Spadaro, la direttrice del Coro Tina Puccia, la mezza soprano Claudia Perrone, il rappresentante dell’UNICEF, prof. Rinaldo Stracquadanio, e le insegnanti dei vari istituti che hanno promosso e sostenuto la manifestazione. Dice l’assessore Annamaria Sammito: «Avevamo assunto questo impegno con le bambine e i bambini di origine straniera residenti in città. Il conferimento della cittadinanza vuole essere un gesto simbolico ma anche visibile e concreto per promuovere la riforma della legge italiana e porre fine così ad una discriminazione verso i bambini che nascono in Italia da genitori non cittadini così come quelli che vivono sin da piccoli sul territorio italiano».