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MODICA - 28/02/2013
Attualità - I numeri sono confortanti, ma il disagio dei cittadini permane

Il Prefetto a Modica promette maggiore sicurezza

I dati sono emersi nel corso della riunione del Comitato provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica Foto Corrierediragusa.it

I numeri sono confortanti ma il disagio dei cittadini, soprattutto residenti nei quartieri del centro storico, permane. I dati del 2012 per quanto riguarda reati ed episodi di criminalità dicono infatti che c’è una diminuzione rispetto al 2011 e la tendenza è la stessa anche nei primi due mesi di quest’anno. Solo una rapina, quella alla Banca Agricola di corso Umberto, è stato l’episodio più eclatante in questi mesi. I dati sono emersi nel corso della riunione del Comitato provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica che il prefetto Annunziato Vardè ha presieduto a palazzo S. Domenico. Presenti il comandante provinciale dei Carabinieri, Salvatore Gagliano, il questore Giuseppe Gammino, il comandante della stazione della Guardia di Finanza, Angelo Dumo, il dirigente del commissariato Maria Antonietta Malandrino, il comandante della Polizia provinciale Raffaele Falconieri, il comandante dei Vigili Urbani Angelo Carpanzano e per l’amministrazione il sindaco, Antonello Buscema e l’assessore alla Polizia Urbana, Tato Cavallino.

Il Prefetto ha illustrato il Piano coordinato di controllo del territorio che è stato messo a punto in una precedente seduta del comitato. La città è stata infatti suddivisa in due grandi aree. Il settore A comprende il centro storico, Modica Alta, il quartiere Dente, e la frazione di Frigintini. Il settore B abbraccia il quartiere S. Cuore e le contrade limitrofe, Cava Ispica e la frazione di Marina di Modica. All’interno delle due aree sono stati individuati alcuni obiettivi ritenuti sensibili, che saranno maggiormente presi in considerazione dalle Forze dell’ordine impegnate sul campo. Il prefetto ha rilevato come il Piano preveda un sistema integrato di controlli grazie alla sinergia tra le varie forze in campo. Altro punto importante è il contatto con i residenti ed il cittadino in genere per attuare il principio che sta alla base della polizia di «prossimità».

Il piano infatti disciplina i servizi di prevenzione e prevede la presenza del poliziotto e del carabiniere di quartiere per avere una presenza diffusa sul territorio. Sono stati anche analizzati i recenti episodi di microcriminalità che si sono verificati nei vari quartieri e che hanno allarmato i residenti non solo per i danni arrecati ad arredo urbano, mezzi privati e strutture pubbliche. La presenza capillare sul territorio dovrebbe scongiurare e porre fine alle incursioni vandalistiche che creano allarme sociale. Al di là del piano l’amministrazione intende comunque andare avanti con la realizzazione di un sistema di videosorveglianza diffuso ed installato nei punti più sensibili, a cominciare da monumenti, zone di aggregazione dei giovani nel centro storico, piazze dove , soprattutto nei fine settimane, il vandalismo spicciolo colpisce senza motivazioni o criterio alcuno ma solo fine a se stesso.

Nella foto da sx il Prefetto Vardè, il Questore Gammino e il Comandante provinciale dei Carabinieri Gagliano