Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Venerdì 2 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:28 - Lettori online 1297
MODICA - 22/02/2013
Attualità - Tutti uniti per la sopravvivenza del Liceo. Venerdì prossimo delegazione a Palermo

Modica reagisce per salvare il Classico "Campailla"

Se ne è discusso nel corso dell’assemblea pubblica tenuta nel corridoio centrale del Palazzo degli Studi Foto Corrierediragusa.it

La città si stringe attorno al Liceo «Campailla» e cerca di evitarne la scomparsa. La decisione di accorpare il corso artistico e classico dell’istituto più antico della provincia, e tra i più antichi di tutta la Sicilia, formulata in sede di revisione della nuova mappa scolastica dall’assessorato alla Pubblica istruzione, non è digerita e viene vista come la cancellazione della memoria e soprattutto di un pezzo importante della tradizione culturale della città.

Nel corso dell’assemblea pubblica tenuta nel corridoio centrale del Palazzo degli Studi (foto), sede del Liceo classico, questi temi sono stati a lungo dibattuti tra studenti, docenti, ex alunni, genitori, dirigenti scolastici che si sono alternati alla guida del «Campailla», tra cui Giovanni Rossino, Girolamo Piparo e l’attuale Sergio Carrubba. L’assemblea è stata una presa di coscienza collettiva di un problema che presenta molte difficoltà per essere risolto pur se prevale la convinzione che non ancora tutto è perduto e la battaglia per evitare l’accorpamento previsto con il Liceo Scientifico «Galilei» può essere vinta con una proposta credibile.

Il «Campailla» deve infatti fare in conti con i numeri e questi dicono che gli studenti iscritti tra i due corsi attivi non raggiungono il fatidico limite di 600, posto come invalicabile dal Ministero della Pubblica istruzione per mantenere l’autonomia, la presidenza ed il direttore amministrativo. Il «Campailla» da anni si dibatte con questo problema e da tre anni a questa parte si è ritrovato con un dirigente «prestato» alla scuola con tutte le conseguenze del caso in termini di continuità e di programmazione. Una delle ipotesi portate all’attenzione dell’assemblea da parte del sindaco, Antonello Buscema, è la riunione delle due scuole che in città soffrono in termini di iscritti; si tratta dell’istituto comprensivo «De Amicis» di Modica Alta ed il «Campailla». Due scuole ben diverse tra di loro che assommerebbero quasi 900 alunni ma che dovrebbero convivere con problematiche poco congrue almeno dal punto di vista didattico.

Buscema ritiene tuttavia che questa sia la strada più percorribile anche se il tavolo tecnico regionale non vede di buon’occhio l’accorpamento di scuole di gradi di istruzione diversi. Si è detto scettico a questo proposito Giovanni Rossino, già preside per venti anni del «Campailla», mentre Girolamo Piparo ha lanciato una proposta che è stata condivisa dall’assemblea. «Grazie all’impegno della deputazione regionale all’Ars- ha detto Piparo – bisogna proporre una deroga per quegli istituti storici che esistono in tutte le provincie siciliane per quelle scuole che hanno peculiarità ed indirizzi particolari». Girolamo Piparo ha citato il caso dell’istituto d’arte di Comiso e del «Campailla», appunto, proprio perchè non si può solo parlare in termini numerici e ragioneristici.

Giovanni Avola, in qualità di genitore, ha accolto la proposta lanciata da Piparo e ha invitato a costituire una folta delegazione in rappresentanza dell’istituto e della città per rappresentare l’importanza di salvaguardare l’identità del «Campailla». Venerdì 1 marzo, in occasione della riunione del tavolo tecnico, che dovrà prendere la decisione decisiva sulla nuova geografia scolastica in Sicilia, la delegazione incontrerà i componenti la commissione. Dall’assemblea è anche emersa l’urgenza non solo del mantenimento dell’identità e della storia dell’istituto ma anche la necessità di recuperare al più presto il Palazzo degli Studi.

Un progetto elaborato dalla Provincia prevede una spesa di sette milioni di euro per il recupero conservativo dell’immobile a cominciare dal secondo piano chiuso da quaranta anni e che potrebbe ben accogliere non solo le classi del corso classico ma anche dell’artistico. IL Palazzo degli Studi è infatti legato in modo indissolubile alla presenza dell’istituzione in città e ne è l’immobile più prestigioso. Cancellare il «Campailla» e chiudere le porte del Palazzo degli studi sarebbe infatti un colpo mortale non solo per la scuola ma per tutto il territorio.