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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:41 - Lettori online 912
MODICA - 14/02/2013
Attualità - Sul caso è intervenuto ultimamente il Comitato per i Diritti del cittadino

Bolletta Enel di 6 milioni per Modica

Un fardello che pesa tanto da non consentire di potere allacciare alla rete immobili comunali come l’auditorium Floridia, o far funzionare la fontana di piazza Rizzone perché l’Enel ha tagliato i ponti, forse sarebbe meglio dire i tralicci, che portano l’energia a palazzo S. Domenico
Foto CorrierediRagusa.it

Una bolletta carissima, oltre sei milioni l’anno, ed un comune indebitato con l’Enel. Un debito che pesa tanto da non consentire di potere allacciare alla rete immobili comunali come l’auditorium Floridia, o far funzionare la fontana di piazza Rizzone perché l’Enel ha tagliato i ponti, forse sarebbe meglio dire i tralicci, che portano l’energia a palazzo S. Domenico.

E’ anche il caso del teatro comunale dove il cda del «Garibaldi» ha dovuto provvedere in proprio per la fornitura di energia dopo due stagioni passate con un generatore di energia.

Sul caso è intervenuto ultimamente il Comitato per i Diritti del cittadino che ha scritto al sindaco: «In un tempo di vacche magre come quello che stiamo attraversando è impensabile poter continuare a sostenere gli alti costi per servizi a volte superflui. Ci riferiamo, in particolare, al servizio di pubblica illuminazione per garantire il quale, il Comune affronta la pazzesca spesa di circa un milione 270mila euro l’anno.

Di tale rilevante importo, con determina dirigenziale, il Comune ha già provveduto ad impegnare la somma di 341mila 326 euro nel bilancio 2012 e con successivo atto alla liquidazione delle fatture emesse sui consumi reali. Ora – aggiungono gli attivisti del comitato – premessa l’utilità del servizio di pubblica illuminazione, sia per il centro abitato che per le zone extra urbane, tuttavia, non sarebbe una cattiva idea procedere ad una maggiore razionalizzazione nell’erogazione di tale servizio. L’idea sarebbe quella di ridurre le fasce orarie di illuminazione ed anche di alternare l’erogazione tra vie contigue».

Altro caso è quello del centro storico dove in alcune vie vi sono addirittura due impianti contemporaneamente attivi con l’effetto di consumare il doppio, per non parlare dei casi in cui le lampade rimangono accese anche in pieno giorno. Se è dunque sacrosanta l´illuminazione, magari più contenuta e meglio distribuita, nelle zone rurali anche e soprattutto per motivi di sicurezza e per tutelare i residenti da possibili atti criminosi in loro danno, in primis i furti in casa, è altrettanto vero che in città potrebbe e dovrebbe essere dato uno stop a questo stucchevole caso di doppia illuminazione tra i lampioni nuovi e quelli vecchi mai disinstallati e, incredibile a dirsi e a vedersi, ancora in funzione. Misteri di questa giunta.

Nella foto un emblematico caso di doppia illuminazione al quartiere Dente