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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 19:05 - Lettori online 1170
MODICA - 02/02/2013
Attualità - La posizione degli avvocati del foro che non stanno a guardare

Il tribunale di Modica spera nella Corte Costituzionale

L’avvocato Ignazio Galfo tiene a precisare che il tribunale modicano è messo piuttosto bene per quanto riguarda i parametri stabiliti per la soppressione
Foto CorrierediRagusa.it

Se il tribunale di Modica, già soppresso per mezzo secolo agli inizi dell’800 con un regio decreto dei Borboni e poi ripristinato grazie all’autotassazione degli allora 31mila residenti, «convive» da decenni con questo spauracchio, gli avvocati, o almeno la maggior parte di loro, sono ben decisi a liberarsi da questo retaggio.

I legali fanno affidamento sulle decisioni che assumerà la Corte costituzionale, già destinataria di impugnazioni da parte del Tribunale amministrativo regionale del Lazio, della Sardegna e della Basilicata per situazioni analoghe. Il consiglio dell’ordine degli avvocati di Modica attende quindi l’esito di queste vicende, riservandosi di presentare al Tar di Catania una impugnazione volta a scongiurare la soppressione del tribunale, destinato all’accorpamento con quello di Ragusa.

La Corte costituzionale è stata altresì investita da due tribunali ordinari, quello di Pinerolo e l’altro di Montepulciano, destinati ad essere soppressi come quello di Modica, con altrettanti remissioni di atti che ravvisano una illegittimità costituzionale dei decreti legislativi 155 e 156 del 2012. La data fatidica, come noto, è stata fissata al 13 settembre, ma prima di allora, come auspicano gli avvocati modicani, tutto può ancora accadere.

«Non stiamo di certo a guardare – dice il presidente del consiglio dell’ordine Ignazio Galfo – ma vigiliamo con attenzione sull’evolversi di tutte queste situazioni, che potrebbero costituire dei precedenti a favore anche del nostro tribunale, a seconda del pronunciamento della Corte Costituzionale in ordine alle impugnazioni, con atti aventi forza di legge, del Tar di Lazio, Sardegna e Basilicata, i cui tribunali minori si trovano nella medesima situazione del nostro».

L’avvocato Galfo tiene a precisare che il tribunale modicano è tuttavia messo piuttosto bene per quanto riguarda i parametri stabiliti per la soppressione: sopravvenienza, ovvero numero di processi incardinati, popolazione, estensione territoriale e giudici in organico. «In ordine a questi parametri – dichiara Galfo – ci sono almeno quattro o sei tribunali minori destinati alla soppressione prima del nostro, il cui principale handicap resta quello della eccessiva vicinanza al tribunale di Ragusa». Per la sopravvivenza di questi 31 tribunali, tra cui Modica, sono state nel complesso raccolte, a livello nazionale, circa 60mila firme.

Il segretario Barbara Arena e il consigliere Giulio Ottaviano hanno poi rimarcato come il tribunale accorpante, ovvero Ragusa, non presenti al momento locali adeguati per accogliere la sede di Modica e quella distaccata di Vittoria, determinando di conseguenza l’improcedibilità del trasferimento. Gli avvocati hanno poi lamentato uno scarso impegno della politica nella lotta contro la soppressione. «Mi auguro – ha chiosato Galfo – che le elezioni nazionali del prossimo mese e le successive amministrative di primavera possano consolidare una partnership scevra da coloriture politiche e volta al bene comune».

Nella foto gli avvocati Barbara Arena, Ignazio Galfo e Giulio Ottaviano