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MODICA - 29/03/2008
Attualità - Modica - La ristrutturazione globale appare complessa e costosa

Il futuro del Palazzo degli Studi è traballante: servono soldi

Non bastano i tre milioni di euro ad oggi disponibili Foto Corrierediragusa.it

Ancora pochi i fatti sul futuro del palazzo degli studi. Il dibattito organizzato dal comitato degli studenti nella palestra dell’istituto ha visto la presenza dell’assessore provinciale alla P.I., Giuseppe Giampiccolo, dell’assessore ai Ll.Pp. del comune Giovanni Scucces, del dirigente scolastico, Salvatore Carpanzano, del dirigente della protezione civile Chiarina Corallo, dei funzionari degli uffici tecnici.

Studenti, genitori e docenti presenti hanno potuto rendersi conto che nessun passo avanti significativo è stato ancora fatto a dispetto delle conferenze di servizio che sin dallo scorso anno si sono tenute sull’argomento. L’edificio, uno dei più rappresentativi dell’intera città, deve essere ristrutturato e reso sicuro ed a questo fine sono disponibili già da sette anni tre milioni di euro. Il progetto di funzionalizzazione dello stabile tuttavia langue e i due enti proprietari dell’immobile sembrano avere idee diverse.

L’amministrazione provinciale pensa infatti ad una soluzione globale per la quale non bastano certamente i tre milioni di euro oggi disponibili; ne servono almeno il doppio e l’assessore Giampiccolo ha riferito delle sua intenzione di ricorrere ai fondi messi a disposizione dalla Regione stanziati appunto per la messa in sicurezza delle scuole. Servono naturalmente tempi più lunghi e bisognerà attendere l’erogazione del finanziamento prima che si possa mettere mano all’edificio per non rischiare di avviare i lavori e fermarsi poi in corso d’opera. L’amministrazione comunale, rappresentata da Giovanni Scucces, dal suo canto punta ad una soluzione più immediata ma di respiro meno ampio.

Era la linea tracciata da Piero Torchi nell’ultima conferenza di servizio secondo la quale i tre milioni vanno subito spesi nell’ala della ex scuola media Scrofani, attualmente inutilizzata, per trasferivi poi le classi della media Ciaceri, oggi all’ultimo piano dell’istituto magistrale, dove potrebbero così essere trasferite alcune classi del liceo classico. Il dirigente del Campailla, Salvatore Carpanzano, ha chiesto alla classe politica certezze e soprattutto la scansione puntuale dei tempi perché la scuola ha bisogno di nuovi spazi alla luce della sua espansione e delle sue nuove necessità che obbliga oggi oltre sessanta studenti a vivere la dimensione scolastica fuori dalla sede centrale ospitati nella ex caserma dei carabinieri di piazza Matteotti.

Nessuna certezza tuttavia è venuta da chi ha gli strumenti ed il compito di affrontare una volta per tutte il problema. La ristrutturazione del palazzo degli studi è diventata un vero e proprio rompicapo, ognuno sembra procedere per la propria direttrice e soprattutto manca quel coordinamento necessario che da venti anni a questa parte, almeno, come hanno denunciato i genitori presenti, e già ex allievi, non ha consentito di risolvere la questione ma nemmeno di affrontarla nella sua giusta prospettiva.

(Nella foto in alto da sx Corallo, Giampiccolo, Ruffino, Scucces, Di Martino, Carpanzano)