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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:41 - Lettori online 327
MODICA - 29/12/2012
Attualità - «L’uomo, la storia, il testimone» è stato il tema del convegno dedicato al comandante

Gli scatti di Modica Scala fissano evoluzione della città

Fotografo e scrittore haa raccontato Modica e la Sicilia attraverso fotografie e ricerche storiografiche Foto Corrierediragusa.it

Sono tanti gli spunti di riflessione della mostra fotografica dedicata agli scatti di Giovanni Modica Scala allestita a palazzo Grimaldi. I 250 scatti selezionati tra gli oltre sei mila disponibili narrano dell’evoluzione della città, negli anni del boom economico, dagli inizi degli anni 60’ alla fine degli anni 70’.

E’ il cambiamento dei connotati del centro urbano, dei nuovi quartieri, della periferia, della fascia costiera e della campagna; una città raccontata anche dai volti di personaggi emblematici come si evince dagli occhi spiritati di Raffaele Poidomani; una comunità che Giovanni Modica Scala, di professione comandante del Corpo di Polizia municipale, ma fotografo per passione, fissa attraverso scatti attenti e mai banali. E’ ancora lacerante la vista del crollo della chiesa di S. Agostino in corso Umberto per far posto ad una malintesa modernizzazione della edilizia civile, c’è grande rammarico nell’osservare la distesa sabbiosa di Marina di Modica, poi invasa dall’urbanizzazione selvaggia scatenata da una mancanza di pianificazione urbanistica, c’è ammirazione per quell’opera di grande ingegneria che resta il ponte Guerrieri. In questi grandi momenti del cambiamento Giovanni Modica Scala c’è, ed è un motivo in più per ringraziarlo per avere documentato quello che è successo perché sia di monito e di riflessione per le future generazioni.

«L’uomo, la storia, il testimone» è stato il tema del convegno dedicato al comandante Scala, tenutosi in una affollata sala del palazzo della Cultura, con Giuseppe Barone, Saverio Terranova e Giancarlo Poidomani, tra i relatori. Scrive Giancarlo Poidomani nella sua presentazione alla mostra: «Giovanni Modica Scala è stato epigone di una storiografia municipalizzata, animata da una profonda ispirazione etica e civile, tesa a recuperare il passato in funzione del presente. La sua è una scrupolosa ricerca di documenti grazie al fiuto della scoperta archivistica, alla capacità di costruire affreschi sui personaggi, sulle istituzioni della storia siciliana e modicana».

Perché Modica Scala non è solo il fotografo ma è anche, se non soprattutto, lo scrittore, l’autore di testi come «Le comunità ebraiche della Contea di Modica», «Pagine di Pietra», Sicilia medievale», «Conti di Ferro». Un percorso a volo d’angelo, eppure puntuale ed attento, di quattro secoli di storia, che parte dal dato generale per raccontare la storia attraverso gli ultimi, con dati cronachistici, che sono stati poi il punto di partenza per ulteriori pubblicazioni da parte di storici e ricercatori. Va dato merito alla famiglia l’avere conservato gelosamente l’archivio e quindi la memoria di Giovanni Modica Scala e di avere contribuito in modo decisivo al convegno insieme alla Fondazione Grimaldi rendendo così merito ed onore al lavoro, alla passione di »un uomo mosso da un amore fortissimo per la sua città», come ha ricordato nella sua relazione Giuseppe Barone.