Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:43 - Lettori online 924
MODICA - 25/03/2008
Attualità - Modica - Dura presa di posizione di Giorgio Iabichella

I dipendenti bacchettano
i sindacati: "Non servono"

Secondo il coordinatore regionale la triplice è assente Foto Corrierediragusa.it

«A che servono i sindacati»? E’ il quesito che si pone il coordinatore regionale del «Comitato dei dipendenti» Giorgio Iabichella (nella foto). Quest’ultimo si dice sconfortato e sfiduciato dalla triplice sindacale che, stando a quanto scritto da Iabichella in una nota, «non si è ancora fatta viva con le organizzazioni datoriali per discutere delle turnazioni domenicali non previste dal contratto, nell’ambito del calendario sulle aperture festive». Iabichella ha telefonato ai datori di lavoro e questi ultimi gli avrebbero risposto d’essere ancora in attesa di un segnale da parte dei sindacati per organizzare un tavolo di confronto.

«La stessa decisione dei 260 dipendenti di Ragusa di sottoscrivere una petizione per aumentare il numero di giornate festive lavorative ? scrive Iabichella ? è emblematico di una totale mancanza di fiducia dei lavoratori nei sindacati. Questi ultimi temono difatti di poter perdere il lavoro da un momento all’altro. Io ? prosegue Iabichella ? mi sono fatto carico della problematica come meglio ho potuto, ma spetterebbe a Cgil, Cisl e Uil prendere in mano le redini della situazione. E invece ? conclude il coordinatore regionale ? la triplice risulta latitante».

Nel passaggio finale della sua lunga nota, Iabichella realizza che i sindacati non possono e non devono servire solo da mediatori tra i datori di lavoro e i lavoratori stessi nelle vertenze che si aprono solo dopo che questi ultimi hanno perso il posto». Aldilà delle considerazioni del coordinatore regionale del «Comitato dei dipendenti», resta il fatto che non sempre alle parole seguono i fatti. Se i datori di lavoro predicano concertazione e i sindacati si dicono sempre in prima linea per la tutela dei diritti dei lavoratori, perché si incontrano tutte queste difficoltà nell’attuare nel concreto le proposte avanzate sul tavolo delle trattative?