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Mercoledì 7 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:17 - Lettori online 938
MODICA - 19/12/2012
Attualità - La discussione è cominciata ieri sera in Consiglio comunale

Piano di riequilibrio finanziario pronto a Modica

L’unica certezza è che molte scelte dell’amministrazione non convincono

Il piano di riequilibrio finanziario è pronto. La discussione è cominciata ieri sera in Consiglio comunale e si protrarrà ancora per parecchie sedute visto che i nodi da sciogliere sono tanti e delicati. L’unica certezza è che molte scelte dell’amministrazione non convincono e soprattutto il piano è da presentare pronto ed approvato alla Corte dei conti entro la fine del mese. Il piano di riequilibrio parte innanzitutto da un dato certo ovvero il debito di palazzo S. Domenico: questo ammonta a 39 milioni di euro.

Le voci più cospicue sono costituite dal debito con l’Enel 2 milioni 100mila euro, con Scicli per l’utilizzo della discarica, 5 milioni 9333mila euro, con l’Ato, due milioni 850mila euro ed una somma non meglio specificata di altri 24milioni 485mila euro. Per rientrare da un debito pesante che dovrà essere azzerato entro dieci anni l’amministrazione ha proposto al Consiglio una serie di interventi strutturali che vanno dal personale ai vari servizi erogati. Nel campo della raccolta rifiuti è prevista una fuoriuscita del 10 per cento del personale grazie agli ammortizzatori sociali, lo sviluppo della differenziata ed anche un contributo a carico dei cittadini per il ritiro degli ingombranti che dovrà fruttare circa 60mila euro l’anno.

Interventi anche nel settore Enel perché si prevede di limitare gli orari della pubblica illuminazione sia nel centro storico ed ancor di più nelle campagne oltre a sviluppare il fotovoltaico. L’amministrazione prevede inoltre di liquidare la Multiservizi in modo graduale e di fissare delle tariffe per i servizi a domanda individuale come il trasporto alunni, il Grest estivo o l’impiego di un solo dipendente sui pullmini.

Calerà la scure sui Servizi sociali perché si vuole realizzare un risparmio di un milione di euro chiedendo il 36 per cento di compartecipazione dei costi sostenuti dall’ente. Strade chiuse a molte cooperative ed anche i Centri anziani saranno dati in autogestione senza personale. Saranno ridotti anche i costi del Palazzo di giustizia sia per la vigilanza, non più di 12 ore, sia per la manutenzione. Per quanto riguarda il personale dovranno essere rivisti i rapporti con i contrattisti che costano oggi tre milioni 600mila euro l’anno e con il personale comunale impiegato nelle scuole che grava per due milioni 200 mila euro.

L’amministrazione intende sgravarsi di questo peso e chiederà al consiglio di operare delle scelte. Sul piano politico la contrazione della spesa avverrà con la diminuzione delle indennità e con il taglio di due assessori in giunta, da otto a sei. Un contributo importante verrà dall’aumento dell’Irpef comunale, oggi allo 0,6, che si propone di passare allo 0,8 e dell’Imu per la seconda casa oggi al 3,8 e che potrebbe arrivare al 5,8. Se questi sono i numeri e le proposte dalla Cgil arrivano già le prime bordate.

Il sindacato contesta le scelte sul personale ritenendo che già solo i pensionamenti consentiranno nei prossimi cinque anni di realizzare risparmi consistenti. Anche per la Servizi per Modica la Cgil ritiene che si possa favorire l’esodo di almeno 10 unità grazie all’utilizzo di fondi che portino al il pensionamento. Il sindacato contesta sostanzialmente l’idea che il costo del personale sia la causa di tutti i mali dell’indebitamento dell’ente.