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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:05 - Lettori online 780
MODICA - 07/12/2012
Attualità - La vicenda sfocerà in una comunicazione cautelativa alla polizia

Polemica per sfratto centro per l´impiego Modica

Le catene sono state apposte martedì scorso all’ingresso dei locali, per i quali è stato nominato un custode, a causa dell’ingente debito accumulato dal comune di Modica con il proprietario

Sfocerà in una comunicazione cautelativa alla polizia da parte del direttore provinciale Servizio centri per l’impiego di Ragusa Giovanni Vindigni la chiusura della sede di via San Giuliano del centro per l’impiego, ex ufficio di collocamento. Le catene sono state apposte martedì scorso all’ingresso dei locali, per i quali è stato nominato un custode, a causa dell’ingente debito accumulato dal comune di Modica con il proprietario ed ammontante a circa 250mila euro.

In origine lo stesso Vindigni ipotizzava addirittura una denuncia, ma poi l’incontro di ieri con l’assessore Nino Frasca Caccia a palazzo San Domenico è servito a raffreddare i toni della vicenda, addivenendo ad un punto d’incontro tra le parti. L’amministrazione ha difatti assunto l’onere di rendere del tutto agibili e funzionali i locali della zona artigianale di contrada Michelica messi a disposizione dei dipendenti del Cpi di Modica, che, al momento, erogano i servizi nelle sedi di Frigintini, Ispica, Scicli e Pozzallo, che gli utenti devono necessariamente raggiungere per fruire delle prestazioni.

Un disagio scaturito dalla mancata tempestività del comune nel prevedere una situazione del genere, adattando in tempo utile i locali della zona artigianale, che, benché siano stati dichiarati agibili dal dirigente dell’Ufficio tecnico comunale Carmelo Denaro, non convincono del tutto il responsabile servizi prevenzione e protezione ufficio provinciale del lavoro di Ragusa Giovanni Iemmolo, che non ha ricevuto, a suo dire, i carteggi richiesti all’Utc.

Iemmolo non intende difatti assumersi la responsabilità di concedere il suo nullaosta ai dipendenti del Cpi per occupare i locali della zona artigianale se non sarà nelle condizioni di poter disporre di tutti gli elementi necessari. «Non voglio di certo finire in galera», ha detto senza mezzi termini Iemmolo. Mancherebbero ancora, secondo il funzionario, le certificazioni di collaudo degli ascensori, dell’impianto elettrico e il certificato di agibilità dei locali. Lo stesso Iemmolo aveva peraltro ipotizzato una denuncia per omissione d’atti d’ufficio.

Il sindacalista Peppino Ruta della Uil aveva invece deciso di sporgere denuncia per interruzione di pubblico servizio, invocando l’intervento della procura. Una circostanza, questa non del tutto fondata. I servizi del Cpi, difatti, come accennato, sebbene non siano disponibili a Modica, restano fruibili negli altri comuni del comprensorio modicano. Il vertice chiarificatore a palazzo San Domenico era stato preceduto da un incontro tra il direttore Vindigni, alcuni suoi collaboratori e i sindacati nella sede della Uil.

Oltre al già citato Ruta erano presenti i sindacalisti Piero Pisana della Cgil e Salvatore Cataldi della Cisl. Il trio sindacale aveva puntato l’indice sull’approssimazione del comune nel prevedere le emergenze e nell’assoluta mancanza di concertazione tra le parti. In effetti, nel successivo incontro in municipio, anche lo stesso assessore Frasca Caccia ha ammesso che lo sfratto ha colto tutti di sorpresa. Pare che il comune avesse proposto al proprietario dei locali di via San Giuliano di attendere fino alla fine dell’anno, quando l’ente avrebbe corrisposto almeno un’annualità.

Evidentemente il proprietario dell’immobile non ha prestato fede alla promessa, decidendo per lo sfratto del Cpi, comunque già nell’aria da alcune settimane. Eppure lo stesso sindaco Antonello Buscema aveva manifestato l’intenzione di non pagare più questa locazione onerosa. Ma allora perché non si è provveduto per tempo al trasferimento del Cpi, invece di attendere lo sfratto? La mancanza di liquidità dell’ente, peraltro, sarebbe alla base della mancata sistemazione dei nuovi locali della zona artigianale per venire incontro alle esigenze degli impiegati.

A questo proposito, i sindacati hanno annunciato che a breve chiederanno conto e ragione sul reale deficit dell’ente all’amministrazione, che, secondo Pisana, Ruta e Cataldi, si è sempre sottratta al confronto diretto. Tornando al Cpi la situazione, dunque, dovrebbe comunque essere sistemata entro un paio di settimane al massimo. Nel frattempo, però, gli utenti sono costretti a recarsi fuori Modica per fruire dei servizi.

L´ORIGINE DELLA VICENDA
Chiuso per sfratto. Chi si è recato ieri mattina al Cpi, centro per l’impiego (ex ufficio di collocamento) di via San Giuliano 38, ha trovato la sgradita sorpresa della porta sbarrata. Il provvedimento di sfratto, nell’aria da giorni, è difatti diventato esecutivo, nell’ambito del procedimento scaturito dalla morosità del comune di Modica ai danni del proprietario dei locali.

Da ieri la vecchia sede è quindi chiusa, come comprovano le catene apposte alla porta d’ingresso del Cpi, i cui dipendenti erano già stati messi al corrente dello sfratto oramai prossimo, dopo che la vicenda si trascinava oramai da mesi. Le proroghe fin qui concesse al comune, che non ha provveduto quantomeno a ridimensionare il debito, sono quindi cessate, determinando lo sfratto del centro per l’impiego di via San Giuliano, per i cui locali è stato nominato un custode.

La circostanza dello sfratto è stata resa nota dal direttore provinciale Servizio centri per l’impiego di Ragusa Giovanni Vindigni. Il comune ha intanto messo a disposizione un locale di proprietà, al primo piano di un edificio ubicato nella zona artigianale. Tutti gli enti, difatti, sono obbligati per legge, laddove è presente un Cpi, a destinare un locale idoneo allo scopo. Ma è sorto un ulteriore problema.

Vindigni, come egli stesso scrive in una nota, aveva difatti «ripetutamente chiesto il collaudo del nuovo locale, ai sensi della legge sulla sicurezza sui luoghi di lavoro. Eppure – scrive Vindigni – non tutte le opere sono state realizzate, nonostante il responsabile dell´Ufficio tecnico Carmelo Denaro abbia dichiarato un esito positivo del collaudo». Tra le altre cose, l’impianto di riscaldamento non funziona, come emerso dal sopralluogo del referente del Cpi di Modica Salvatore Rizza.

Di conseguenza, non è stato possibile procedere al trasferimento degli uffici, come confermato dallo stesso direttore provinciale. Il servizio agli utenti viene comunque erogato dai dipendenti attraverso i recapiti periodici di Scicli, Ispica, Pozzallo e Frigintini, rispettando gli stessi orari in vigore nella vecchia sede del Cpi di Modica.