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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:41 - Lettori online 624
MODICA - 23/11/2012
Attualità - Intervista al presidente della camera penale di Modica avvocato Pippo Rizza

"Cella" nel parcheggio del tribunale

In questo singolare modo la camera penale di Modica ha aderito alla manifestazione nazionale a tema, dalla quale è altresì scaturita l’astensione degli avvocati dalle udienze penali Foto Corrierediragusa.it

Era una cella di dimensioni reali quella allestita in un capanno di lamiera posizionato ieri mattina nel parcheggio del tribunale di via Aldo Moro. Una cella ricostruita fin nei minimi dettagli, sporcizia compresa, per trasmettere la sensazione palpabile, a chi vi entrava, delle condizioni in cui vivono ogni giorno i carcerati.

In questo singolare modo la camera penale di Modica ha aderito alla manifestazione nazionale a tema, dalla quale è altresì scaturita l’astensione degli avvocati dalle udienze penali. Si è scelto di inscenare la manifestazione proprio dinanzi al palazzo di giustizia non solo per motivi logistici, ma anche e soprattutto simbolici. Oltre al tribunale, difatti, Modica rischia di perdere pure il carcere di Piano del Gesù. Tutto questo dopo la oramai tramontata ipotesi della realizzazione di un nuovo penitenziario in contrada Catanzarello. Ipotesi definitivamente cassata dall’allora governo Berlusconi, con la eliminazione della nuova struttura dall’elenco di quelle in attesa dei finanziamenti pubblici.

La paventata soppressione del carcere esistente è dettata dall’esiguità della distanza in chilometri, appena otto, che separa la struttura modicana da quella di via Di Vittorio a Ragusa, nonché dalla carenza di organico che mette e repentaglio l’incolumità delle guardie carcerarie sia di Modica che di Ragusa. «Sarebbe un vero peccato – ha detto il presidente della camera penale Pippo Rizza – che Modica perdesse il suo carcere, anche perché rispetto alle altre realtà del Paese, le condizioni dei detenuti non sono poi così malvagie». Il sovraffollamento, vera piaga delle strutture penitenziarie, interessa anche Modica, ma in maniera più leggera, con circa una dozzina di detenuti in più rispetto alla capienza massima di circa 40 carcerati.

«Fino a quando in una cella come quella da noi allestita ci si vive in due – ha proseguito l’avvocato Rizza – i disagi sono tutto sommato sopportabili, come accade a Modica o a Ragusa. Il vero dramma – ha concluso Rizza – è quando i pochissimi metri quadrati devono dividerseli anche quattro o addirittura cinque detenuti». Ecco perché, secondo il presidente della camera penale, il carcere di Modica non va soppresso. Agli antipodi l’opinione del segretario Osapp, sindacato autonomo di polizia penitenziaria, Mimmo Nicotra.

Per il sindacalista, difatti, «E´ necessario chiudere il carcere di Modica perché si tratta di una struttura troppo piccola. Il trasferimento dei detenuti a Ragusa, che dispone di una casa circondariale molto più capiente, permetterebbe di affrontare le emergenze con più personale». Secondo Nicotra, quindi, «35 agenti in più a Ragusa, ovvero quelli che sono in servizio a Modica, garantirebbero una maggiore forza all´interno del carcere del comune capoluogo. Tra l´altro – aveva concluso Nicotra in una sua recente nota – a Modica non ci sarà più neanche il Tribunale, soppresso a causa dei tagli determinati dalla spending review».

Nel carcere di Ragusa l’organico della polizia penitenziaria conta su una ottantina di unità rispetto alle 117 previste, circa il 22% in meno. L’ultimo tentato suicidio di un agente a Ragusa risale a un paio d’anni fa, quando un assistente capo ragusano di 44 anni tentò di impiccarsi nel garage di casa, a causa della depressione scaturente dalle condizioni di lavoro. L’uomo, per fortuna, venne salvato in extremis. Di recente, sempre nel carcere di Ragusa, pure un detenuto egiziano aveva tentato di togliersi la vita, mentre erano in preoccupante aumento i casi proteste da parte dei detenuti, in alcuni casi sfociate in ferimenti lievi ai danni degli agenti penitenziari».

Nella foto in alto da sx il componente nazionale delle camere penali Bartolo Iacono e il presidente della camera penale di Modica Pippo Rizza all´interno della riproduzione in scala reale di una cella assieme ad altri avvocati.