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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 18:19 - Lettori online 872
MODICA - 21/11/2012
Attualità - Antonello Buscema chiede agli imprenditori di sostenere il cartellone della prosa e della musica

Stagione teatrale al "Garibaldi", il sindaco si appella alla città

La Fondazione intanto darà maggiore spazio alle risorse locali perché è importante che la Fondazione ed il teatro continuino a vivere Foto Corrierediragusa.it

La fondazione Garibaldi non ha risorse per la stagione teatrale e musicale, l’amministrazione non ha soldi ed il sindaco lancia un appello pubblico agli imprenditori. Il tentativo è di salvare in extremis la stagione che negli ultimi anni ha visto una larga partecipazione di pubblico ed ha portato sul palcoscenico, soprattutto per gli appuntamenti musicali, interpreti di assoluto livello.

Giorgio Pace, sovrintendente del Garibaldi, ha allargato le braccia dichiarando apertamente che non ha soldi da investire. Servono almeno cento mila euro per un cartellone degno della tradizione e mantenere in vita la stagione. In suo soccorso è arrivato il sindaco, Antonello Buscema: «La cultura è un antidoto alla crisi, perché salva la nostra dignità di uomini: si tratta soprattutto di credere che la cultura, in uno con il turismo, sia la più importante prospettiva per la resistenza e lo sviluppo del sistema economico della nostro città. Rivolgo un appello a tutte le forze produttive del territorio, affinché ancora una volta diano prova della grande sensibilità che hanno dimostrato in questi anni, e confido nella loro capacità di orientare gli investimenti che maggiormente interpretano il ruolo sociale delle imprese e il loro contributo alla vita della comunità».

Difficile dire se, e fino a che punto l’appello sarà accolto vista la crisi economica che investe tutti gli strati della società. Le precvedenti stagioni hanno vissuto anche sugli sponsor privati ma hanno goduto anche di contributi regionali che sono stati tagliati così come quelli comunali.

La conferenza stampa del sovrintendente Giorgio Pace

Sarà una stagione autarchica, pensata per registi, attori e compagnie locali. Giorgio Pace, sovrintendente della Fondazione Teatro Garibaldi, ha dovuto prendere atto con rammarico delle difficoltà di cassa, dei mancati finanziamenti, delle scarse risorse messe a disposizione da aziende ed imprenditori ed ha tirato le somme. L’ultimo colpo è venuto dall’amministrazione e dal consiglio comunale che in tempi di riequilibrio finanziario hanno dovuto negare anche quel contributo minimo che avrebbe permesso di allestire, anche al minimo la stagione.

«E’ con rammarico – ha detto il sovrintendente – che rinunciamo per quest’anno al cartellone della prosa e della musica che da quattro anni a questa parte abbiamo portato avanti. Daremo spazio alle risorse locali perché è importante che la Fondazione ed il teatro continuino a vivere. Il teatro dunque non chiude ma continua la sua missione con la scuola, con le associazioni, con progetti speciali». Maggiore rammarico nasce dalla constatazione che proprio quest’anno il «Garibaldi» si trovi con le carte in regola dal punto di vista logistico e funzionale; grazie infatti al lavoro ed alle risorse investite dalla Fondazione è stato adeguato il sistema di condizionamento, vero tallone d’Achille nelle serate invernali, è stato attivato l’impianto elettrico autonomo che tanti problemi ha causato nelle ultime due stagioni.

La struttura è stata insomma rimessa in sesto e resa agibile in tutto e per tutto ma proprio in questo momento viene a mancare l’attrattiva delle compagnie e dei gruppi esterni che hanno qualificato le ultime tre stagioni. E’ un duro colpo, senza nulla togliere alle compagnie locali, per la proposta culturale in città.