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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:23 - Lettori online 734
MODICA - 16/11/2012
Attualità - Grazie ad un progetto diocesano straordinario con fondi europei

Oltre 500 famiglie aiutate dalla Caritas di Modica

Dai 15 casi più complessi seguiti l’anno scorso dal centro di ascolto Caritas, emerge che dietro alle richieste di trovare casa o lavoro, si celano spesso problemi psicologici gravi

Oltre 500 famiglie in difficoltà sono state aiutate nell’anno che sta per chiudersi dalla Caritas di Modica, grazie ad un progetto diocesano straordinario con fondi europei su bando regionale. Una media di tre interventi per famiglia con sostegni economici per spese per affitto, bollette, elettrodomestici, mobili, farmaci e biglietti viaggio. Sono stati in tutto erogati ben 80mila euro in buoni spesa. Altri 40mila euro, con la formula del microcredito a tasso zero, sono stati distribuiti attraverso il progetto «L’ancora». Malgrado tutto questo, tante altre famiglie restano «scoperte», dovendo sostenere affitti mensili di 200/300 euro, spesso per vivere comunque in case modeste, ai limiti dell’agibilità, a fronte di entrate mensili, talvolta neanche sicure, di 400/500 euro.

Dai 15 casi più complessi seguiti l’anno scorso dal centro di ascolto Caritas, emerge che dietro alle richieste di trovare casa o lavoro, si celano spesso problemi psicologici gravi. Dalle situazioni di violenza, di cui restano vittime soprattutto le donne, all’apatia di certi soggetti che, talvolta, tendono a mentire per ottenere il massimo, in termini di aiuti economici, senza sforzo, coinvolgendo parrocchie e persone caritatevoli.

In realtà questi soggetti, stando al rapporto Caritas, fanno finta di cercare lavoro, ma quando gliene si procura uno, si eclissano. Ai casi complessi seguiti dal centro di ascolto Caritas, si aggiungono circa 400 persone che usufruiscono dei centri di aiuto parrocchiali che distribuiscono soprattutto abiti e generi alimentari. La Caritas continua quindi a fornire aiuto ai reali bisognosi anche attraverso la Casa d’accoglienza «Don Puglisi», il cantiere educativo «Crisci Ranni» e i «Piccoli Fratelli». Il «Centro Babel» accoglie invece le donne straniere rifugiate.