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Lunedì 5 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 0:33 - Lettori online 797
MODICA - 01/11/2012
Attualità - La relazione del sindaco Buscema sulla situazione finanziaria dell’ente

A Modica i debiti sono "solo" 57 milioni

Il consiglio comunale approva a notte fonda due atti importanti: il regolamento e le aliquote Imu e l’attivazione della procedura di riequilibrio finanziario pluriennale
Foto CorrierediRagusa.it

Atmosfera pesante nell’aula consiliare di palazzo S. Domenico. Dopo sei ore di lavori, compresa una sospensione, il consiglio comunale approva a notte fonda due atti importanti: il regolamento e le aliquote Imu e l’attivazione della procedura di riequilibrio finanziario pluriennale ai sensi dell’art. 243 bis del Dl 10 ottobre 2012, n° 174.

Un atto importante e fondamentale per la vita finanziaria dell’ente atteso che il comune avvia una procedura di monitoraggio assistito da parte della Corte dei Conti e che imporrà all’ente scelte decisive per la via del risanamento. Presenti 25 consiglieri, il Presidente del consiglio comunale illustra al civico consesso la situazione economica in cui si trovano gli enti locali destinatari, dallo stato centrale, di tagli dell’ordine del 48% delle risorse.

Un’aula affollata che ha voluto seguire la relazione del sindaco Antonello Buscema (nella foto seduto) sulla situazione finanziaria dell’ente. In un momento di pausa c’è stata anche una contestazione faccia a faccia tra alcuni rappresentanti dei Forconi in aula con il sindaco e gli assessori a lui vicini. Parole di rabbia che hanno interrotto una relazione pacata e conciliante a riprova della necessità della condivisione di scelte in un momento difficile per la città.

Antonello Buscema ha chiesto responsabilità ed ha esordito dicendo che la sua amministrazione non ha mai detto che la situazione finanziaria del’ente era risolta: "Nel 2008 avevamo solo due possibili vie: dichiarare immediatamente il dissesto o assumerci la responsabilità di operare il risanamento come se fossimo in uno stato di dissesto. Noi abbiamo scelto la seconda. Ora esiste una terza via, che è quella del ricorso al piano di riequilibrio finanziario introdotto dal recente decreto legge n.174 del 10 ottobre 2012: se questa terza via ci fosse stata aperta già allora, non avremmo esitato a intraprenderla e ci sarebbe stata di grande aiuto.

Ora che il Governo, comprendendo le difficoltà di moltissimi Comuni, si è deciso a introdurla, riteniamo che rappresenti un´opportunità che ci consente di continuare a portare avanti il risanamento in modo rigorosamente programmato e rigorosamente controllato, dato che la Corte dei Conti sarà chiamata prima ad approvarlo e poi a verificarne l´attuazione con cadenza semestrale". Il sindaco ha insistito ancora sul fatto che il piano di riequilibrio finanziario non è fatto da qualcuno contro qualcuno ma è una via di uscita per risolvere la situazione finanziaria della città. Lo stato delle finanze parla chiaro: nel 2008 il disavanzo era di 21 milioni, altri 16 milioni di euro sono emersi come debiti fuori bilancio ed altri 19 milioni e mezzo per pagare i conti di Ato, Multiservizi, Enel, Università, servizi ambientali.

In tutto fanno quasi 58 milioni di euro. Nel frattempo l’amministrazione ha pagato altri 13 milioni di euro di disavanzo ed altri 16 di debiti fuori bilancio già pagati grazie a tagli, razionalizzazione della spesa, aumento delle aliquote. Non è ancora sufficiente perché il debito pregresso accumulato è ancora lì e ci sono oggi solo due strade: da imboccare: o quella del fondo di rotazione o del dissesto. Una medicina comunque amara che porterà ulteriori sacrifici per tutti: dal personale ai fornitori, dai servizi alla qualità della vita.


era ora
01/11/2012 | 8.17.14
giorgio

I soldi non si possono inventare con la finanza creativa,o ci sono o non ci sono, bene ha fatto il commissario a spendere solo quelli che ci sono