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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 11:21 - Lettori online 1329
MODICA - 24/10/2012
Attualità - La Corte costituzionale ne ha dichiarato la illegittimità

La mediazione obbligatoria è incostituzionale

Il motivo di incostituzionalità, inoltre, consente un cauto ottimismo sul ricorso presentato alla Consulta dalla Regione Sicilia contro la revisione della geografia giudiziaria

La Corte costituzionale ha dichiarato la illegittimità costituzionale, per eccesso di delega legislativa, del d.lgs. 4 marzo 2010, n.28 nella parte in cui ha previsto il carattere obbligatorio della mediazione.

Questo il contenuto dell’asciutto comunicato diramato in tarda mattinata dalla Consulta con riferimento all’udienza tenutasi nella giornata di ieri. Si conclude, pertanto, la breve esperienza della mediazione obbligatoria in Italia (in precedenza era stato abolito anche il tentativo obbligatorio di conciliazione nel processo del Lavoro), che tante voci di dissenso aveva raccolto nel suo infelice percorso. Obbligatorietà, costi, competenza territoriale, assistenza legale, formazione e capacità dei mediatori: molti sono stati i nodi problematici che hanno segnato questa esperienza, che secondo l’indicazione del giudice delle leggi non sarebbe neanche dovuta partire. In attesa di conoscere le motivazioni della sentenza, rimangono sul piatto la mediazione facoltativa e ampi margini per discutere di altri e più efficienti sistemi alternativi di risoluzione delle controversie.

Il motivo di incostituzionalità, inoltre, consente un cauto ottimismo sul ricorso presentato alla Consulta dalla Regione Sicilia contro la revisione della geografia giudiziaria di cui all’art. 1 del decreto legislativo 155 del 7 settembre 2012. In particolare, la giunta regionale eccepisce che la norma è stata emanata in attuazione della delega conferita con l’art.1 comma 2 legge 148/2011, legge di conversione del decreto 138/2011 recante «misure urgenti per la stabilizzazione finanziaria e per lo sviluppo». La norma, quindi, è stata inserita in una legge di conversione di un decreto riguardante materia del tutto diversa, con ciò violando l’art. 77 comma 2 della Costituzione Italiana. In altre parole, eccesso di delega.

Se la Corte Costituzionale si dimostrerà appena meno schizofrenica di altre Corti, tra qualche tempo potremmo leggere un comunicato simile a quello odierno.

* Avvocato del Foro di Modica