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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 18:19 - Lettori online 752
MODICA - 14/10/2012
Attualità - Il "Portico di Betsaida" si articola su tre case destinate a famiglie e giovani in difficoltà

Una rete di accoglienza nel nome di Don Peppe Diana

Affollato convegno nel salone del S. Cuore dove hanno portato la loro testimonianza Simmaco Perillo presidente dell’associazione «Al di là dei sogni» e il giornalista Antonio Esposito animatore del «Festival Impegno Civile» di Caserta
Foto CorrierediRagusa.it

Una rete di pronta accoglienza per famiglie bisognose, per giovani in difficoltà, per ragazze madri. Sono tre case che ne costituiscono il nucleo, due al quartiere S. Cuore ed una nel centro storico. Sono state messe a disposizione della città dalla Caritas che si è impegnata nel progetto in considerazione delle emergenze quotidiane che la struttura pubblica non riesce a tamponare e soddisfare. La casa centrale della rete di pronta accoglienza, denominata, «Portico di Betsaida» è stata intitolata ad un testimone del nostro tempo, Don Peppe Diana.

A tagliare il nastro il vescovo, Mons. Antonio Staglianò (nella foto), il sindaco , Antonello Buscema, il direttore della Carita diocesana, Maurilio Assenza, insieme a tanti cittadini, tra cui anche il questore di Ragusa, che hanno seguito nel salone della chiesa del S. Cuore, il convegno che ha preceduto l’apertura della casa di via Grandi. La scelta dell’ intitolazione a Don Diana, ucciso dalla camorra il 19 marzo del 1994, non è stata fatta caso.

E’ stata voluta , come ha ricordato Maurilio Assenza perché il prete campano ha portato avanti un’azione di impegno civile a favore dei giovani, degli ultimi, degli emarginati attraverso l’impiego delle terre confiscate alla camorra che si caratterizzano per le attività agricole e come luoghi di socializzazione e di recupero alla cultura del bene comune e contro ogni forma di violenza e di sopraffazione. Vuole anche significare che un altro Sud è possibile e nella casa si vivrà la fatica e la bellezza dell´accoglienza insieme allala testimonianza di un martire, che può diventare seme di uomini e cristiani veri.

Simmaco Perillo presidente dell’associazione «Al di là dei sogni» e il giornalista Antonio Esposito animatore del «Festival Impegno Civile» sono arrivati da Caserta perché credono che grazie alla rete di accoglienza ci sono tutte le condizioni perché il «Portico di Betsaida» diventi «un avamposto di testimonianza e di concretezza nel segno di Don Diana».

La Casa di pronta accoglienza, come ha detto il Vescovo, lega eucaristia e strada, frutto di una fede vera. E di una politica vera, ha rimarcato il sindaco, con forte commozione per quanti in questo Sud danno la vita. E idealmente, alla Chiesa di Noto (in particolare al vicariato di Modica) e alla città tramite il vescovo e il sindaco, è stata consegnato il messaggio di don Diana con la maglietta in cui è scritto "Per amore del mio popolo".