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MODICA - 11/10/2012
Attualità - Sono quelli che notificherà entro la settimana il legale di circa 40 operatori ecologici

Pignoramenti per il comune di Modica e decreti ingiuntivi

I lavoratori ieri hanno sostato in segno di protesta davanti ai cancelli della impresa Giorgio Puccia che gestisce il servizio di raccolta rifiuti in città

Decreti ingiuntivi per il titolare della ditta Puccia e pignoramenti in arrivo per palazzo S. Domenico. Sono quelli che notificherà entro la settimana il legale di circa 40 operatori ecologici che devono ancora percepire tre mensilità. I lavoratori ieri hanno sostato in segno di protesta davanti ai cancelli della impresa Giorgio Puccia che gestisce il servizio di raccolta rifiuti in città. Una ventina di lavoratori, quelli aderenti alla Cgil, hanno manifestato il loro disagio per tre salari ancora da percepire ed il quarto in scadenza tra qualche giorno.

Il sit – in si è svolto alla fine del turno di lavoro e non ha interessato i servizi pr cui non si sono riscontrati problemi nella raccolta rifiuti in città. Giorgio Puccia ha allargato le braccia e rinviato il tutto all’amministrazione comunale che deve all’impresa due milioni 400 mila euro che il titolare ha anticipato presso le banche esponendosi in proprio. Il sindacato ha nel frattempo cercato un’altra via d’uscita nel contenzioso con l’impresa e di riflesso con il comune. Quaranta lavoratori, non solo, dunque, quelli iscritti alla Cigl, hanno firmato per notificare un decreto ingiuntivo nei confronti del titolare dell’impresa e pignoramenti verso terzi; in questo caso si tratta del comune.

I decreti avranno immediata esecutività e potrebbero avere effetti disastrosi per l’amministrazione comunale. A palazzo S. Domenico sono infatti in arrivo le rate di Stato e Regione che l’amministrazione ha già destinato al pagamento di dipendenti, cooperative, società collegate. L’esecutività immediata dei pignoramenti potrebbe infatti riguardare le rate trasferite da Roma e Palermo ed intaccare in modo consistente le somme da spalmare in tutti i settori. A conti fatti si tratta di circa 600 mila euro visto che i quaranta lavoratori che hanno avviato l’azione devono percepire tre salari. Il sindacato e gli stessi lavoratori sono ormai decisi ad andare fino in fondo e non faranno marce indietro perché non reggono più uno stato di precarietà e perdurante incertezza. Lo hanno gridato ieri mattina davanti ai cancelli dell’impresa e non attendono altro di passare dalle parole ai fatti.