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Venerdì 9 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 11:06 - Lettori online 1318
MODICA - 12/03/2008
Attualità - Modica - L’assessore Franco Militello scrive alle forze dell’ordine

Zona artigianale o baraccopoli? I nomadi vanno mandati via

L’allarme era stato lanciato dal presidente della Cna Bonomo Foto Corrierediragusa.it

Una baraccopoli. E’ l’indecoroso spettacolo che si presenta da qualche giorno a questa parte a quanti lavorano o visitano la zona artigianale di contrada «Michelica». A pochi passi da quella che sarà la sede della società consortile «Artgest», chiamata ad occuparsi dell’intera area artigianale, sorge una casa diroccata che un gruppo di nomadi ha eletto a proprio domicilio.

Questo circa sei mesi fa. Adesso la situazione è peggiorata e gli zingari si sono moltiplicati, avendo addirittura installato piccole baracche e roulotte nei pressi di quella casa diroccata che, peraltro, rappresenta un pericolo per la pubblica incolumità, essendo stata dichiarata non agibile. L’allarme è stato lanciato dal presidente della Cna Piero Bonomo, che si è rivolto all’assessore comunale allo sviluppo economico Franco Militello.

Questi ha ieri mattina inviato una lettera a polizia, carabinieri e polizia municipale affinché operino in sinergia per sgomberare l’area dai nomadi. «E’ necessario ? ha dichiarato Militello ? che la comunità di zingari che si è installata nella zona artigianale venga mandata via, anche perché l’intera zona è stata di recente riqualificata e nell’edificio che insiste a pochi casi dall’abitazione diroccata sorgerà la sede di «Artgest».

La società consortile di cui è presidente Giorgio Sortino e che si propone come strumento operativo degli artigiani e per gli artigiani per la gestione della zona artigianale, scevra da connotazioni politiche, è finora rimasta inattiva, non potendo contare su una base operativa. «Contiamo di consegnare le chiavi dell’edificio nei prossimi giorni ? conclude Militello ? ma prima i nomadi devono sgombrare». Già qualche mese fa il consiglio d’amministrazione di «Artgest» aveva avanzato all’amministrazione la proposta di abbattere la casa diroccata. Si doveva chiedere la necessaria autorizzazione ai competenti uffici ma, ad oggi, nulla è stato fatto in questo senso, con il solo risultato che la situazione è peggiorata in misura esponenziale.

E pensare che la Cna aveva chiesto lumi all’amministrazione addirittura sull’ampliamento della zona artigianale e su eventuali altre lottizzazioni nella parte di competenza del consiglio comunale. Piero Torchi, dimessosi dalla carica di sindaco perché candidato alle Regionali, aveva di recente chiarito che la Cna avrebbe dovuto indirizzare tali richieste al consiglio comunale, in quanto l’unico organo abilitato dalla legge a decidere in materia di pianificazione urbanistica.

Le dimissioni di Torchi e la semi paralisi di questi ultimi giorni del massimo consesso cittadino non hanno di certo contribuito a velocizzare l’iter. E nel frattempo la zona artigianale si è popolata di nomadi, come segnalato dalla stessa Cna che chiede, oltre all’estensione della zona artigianale, anche la nascita di una seconda area analoga, ma a Modica Alta, nonché l’insediamento di un centro commerciale e di una lottizzazione adiacente alla zona di Michelica.

Tutte questioni che dovranno essere affrontate dal consiglio non appena le competenti commissioni esprimeranno il parere. Intanto toccherà alle forze dell’ordine, come richiesto dall’assessore Militello, fare pulizia. A pochi passi dalla zona artigianale sorgerà peraltro il centro commerciale «La Fortezza», che contribuirà a rendere l’intera area baricentrica e ad elevata densità di traffico veicolare.

(Foto Maurizio Melia)