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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:04 - Lettori online 1505
MODICA - 04/10/2012
Attualità - Le famiglie non sono state avvisate per tempo causando così molti disagi

Pullman senza gasolio e autisti in malattia: alunni a casa

Molti genitori hanno provveduto con i propri mezzi a portare i figli a scuola. Scambio di accuse al vetriolo tra Ignazio Abbate e l’assessore Tato Cavallino

Pulmini senza gasolio ed autisti in malattia. E’ stata una giornata difficile per centinaia di famiglie che hanno atteso invano l’arrivo dello scuolabus. Per fortuna ha aiutato il bel tempo evitando che i bambini restassero al freddo ed al vento ma i disagi sono stati notevoli. Solo al termine delle lezioni gli alunni hanno trovato i mezzi pronti per riportarli a casa ma la questione ha suscitato proteste nei confronti dell’amministrazione.

Dice Ignazio Abbate nella sua qualità di genitore e rappresentante di istituto della scuola Amore di Frigintini: «Ho provveduto a versare al comune due mensilità e chiedo ufficialmente a nome di tutti che venga revocata la delibera dell’ imposizione tributaria sui pulmini per incapacità amministrativa di garantire giornalmente quello che col pagamento della tassa si impegna a elargire. I genitori non sono stati informati per tempo del disservizio nonostante si sapesse dell’impossibilità di garantire il servizio.

All’assessore Tato Cavallino chiedo il di spiegare dove sono andati a finire i nostri soldi, anche dato dal fatto che le famiglie degli autisti e degli assistenti dei pulmini vivono un vero e proprio dramma dato dai ritardi di diversi mesi del pagamento dei propri stipendi»La mancanza di liquidità nelle casse della Servizi per Modica, SpM, che è la società cui è affidato il servizio ha impedito di rifornire i pullmini di gasolio ma anche l’assenza contemporanee, ufficialmente per malattia di cinque autisti ha complicato le cose.

Spiega l’assessore Cavallino: «Il problema è stato risolto con l’anticipo delle somme per il carburante da parte dell’amministratore delegato della Spm, proprio per il fatto che le casse sono vuote e sfido chiunque a cercare di gestire nel miglior modo possibile un servizio tanto importante quanto puntuale in una situazione del genere e con il personale in agitazione che non prende lo stipendio da cinque mesi».

Cavallino chiede comprensione per la situazione in cui versa il comune con le casse a secco, dipendenti demotivati, difficoltà crescenti ma dimentica che guidare l’assessorato non è stata un’imposizione ma una scelta fatta dall’interessato con tutti le conseguenze del caso. Amministrare non vuol dire sfilare sui palchi e tagliare nastri ma operare per garantire servizi dovuti alla comunità.