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Mercoledì 7 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:43 - Lettori online 896
MODICA - 03/10/2012
Attualità - Da Palermo non arrivano risorse per gli enti locali e cresce la preoccupazione

Due stipendi per gli operai della SpM, ma il futuro è nero

La situazione insomma potrebbe diventare esplosiva ed a poco servono le somme che giornalmente il comune introita per le tasse pagate dai cittadini per Tarsu, canoni, pubblicità ed oneri vari

Due stipendi per i lavoratori della Servizi per Modica. I mandati sono stati recapitati ieri alla banca tesoriera dopo che il sindaco ha incontrato una delegazione dei dipendenti a palazzo S. Domenico. La richiesta avanzata dai sindacati era il pagamento di quattro mesi di stipendio a fronte dei sei vantati dai circa 100 dipendenti della società in – house del comune ma per il momento gli operai dovranno fare di necessità virtù. Il sindacato ha anche indetto uno sciopero per la prossima settimana ma l’agitazione non è stata confermata alla luce degli ultimi sviluppi della vertenza. Dopo i dipendenti della SpM ci sono in fila gli operatori ecologici, i dipendenti comunali, gli addetti delle cooperative. Tutti con pressanti richieste di pagamenti degli stipendi arretrati anche se serpeggia già la preoccupazione che fino alla fine dell’anno sarà un periodo difficilissimo e sarà arduo far fronte a tutte le richieste. Il sindaco ha confermato le difficoltà dell’ente che non solo di palazzo S. Domenico ma degli enti locali siciliani.

Dice Antonello Buscema: «L´assessore Amoroso è tornato da Palermo con una pessima notizia e cioè che la Regione ha bloccato i trasferimenti a tutti i Comuni, avendo ricevuto dal Ministero una specifica intimazione a non superare i tetti della spesa previsti dal Patto di Stabilità . Tenuto conto che siamo ancora ad ottobre, questa situazione moltiplica la nostra preoccupazione rispetto alla possibilità di mantenere gestibile la situazione di cassa fino alla fine dell´anno, per garantire innanzitutto i pagamenti dei lavoratori, di tutti i lavoratori».

La situazione insomma potrebbe diventare esplosiva ed a poco servono le somme che giornalmente il comune introita per le tasse pagate dai cittadini per Tarsu, canoni, pubblicità ed oneri vari. C’è una forte crisi di liquidità ed il avrebbe bisogno da qui alla fine dell’anno di almeno dieci milioni di euro per soddisfare le legittime aspettative dei dipendenti.

Secondo un calcolo approssimativo di alcuni sindacalisti le somme che il comune potrà introitare non sono neppure la metà ed inoltre l’ente deve far fronte ad impegni di muti e pagamenti che ha sottoscritto per estinguere debiti pregressi. Ci vorrebbe un serio intervento strutturale e per il momento Antonello Buscema pensa a mobilitare l’associazione dei comuni siciliani, Anci, per organizzare una mobilitazione regionale di tutti i sindaci perché la crisi strutturale della Regione siciliana non si ripercuota a cascata sugli enti locali.