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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:23 - Lettori online 411
MODICA - 09/03/2008
Attualità - Modica - La congiuntura economica si fa sentire sempre di più

Troppa crisi in bar e ristoranti.
Una modicana va a mendicare

Locali pubblici quasi vuoti. E una 59enne chiede la carità Foto Corrierediragusa.it

I dati ufficiali sono tutti positivi; il trend delle presenze turistiche è in ascesa da tre anni a questa parte ma i morsi della crisi si fanno sentire. Commercianti ed operatori del settore distribuzione sono d’accordo; non c’è consumo ed i turisti si vedono, in numero ridotto rispetto al passato, solo nei fine settimana. L’attesa è per le vacanze pasquali e soprattutto Eurochocolate, peraltro ancora in forte dubbio. « Eurochocolate non risolve nulla, dice Salvatore Nicastro, ristoratore ? La data non è stata azzeccata per niente. Queste manifestazioni si organizzano nei periodi di magra per far muovere la gente quando minori sono le spinte e le motivazioni a girare. Il periodo di fine aprile è già intasato con il 25, il primo maggio e la festa di S. Giorgio. Ci sarà un grande ingolfamento e poi ?»

I dubbi su Eurochocolate restano ma è la realtà quotidiana che preoccupa gli operatori di commercio e ristorazione. « Faccia una passeggiata lungo il corso Umberto ? questo l’invito di Carmelo, titolare di un bar del centro storico ? Si vede subito che ben sei bar si apprestano a chiudere o passare di mano con tanto di vendesi in mostra. E’ il segno tangibile della crisi. I consumi sono calati per tanti motivi, non dipendenti solo dal dato locale, ma è indubbio che noi come città non abbiamo fatto niente per arginare. Non c’è stata una politica turistica; tutto quello che l’amministrazione negli scorsi anni ha saputo fare è stato quello di liberalizzare licenze di bar, pub e pizzerie. I fatti dimostrano che tutto il corso Umberto è diventata una striscia di locali a fronte di una clientela costante, se non in calo, ed allora ecco le chiusure che registriamo oggi». Il caso più emblematico quello di un operatore che due anni fa ha fatto anche parlare di sé sulle cronache locali. Era venuto con la moglie in città ed ha aperto un locale alla moda investendo in prima persona. Il bar è stato venduto in questi giorni e la coppia è rientrata in Emilia con tanti rimpianti e qualche debito sulle spalle.

« La crisi ? dice il titolare di un altro bar ? riguarda soprattutto il centro storico ? Da qualche anno tutto è stato spostato al S. Cuore; niente tribunale, niente scuole, niente studi professionali; abbiamo puntato tutto sul turismo ma oggi ci troviamo con un turismo di passaggio, scolaresche in gita; non c’è niente di strutturale».

«Servirebbe una regia per organizzare eventi e manifestazioni per tenere in città il turista; propongo un ufficio specifico gestito dal comune che si occupi solo di questo- dice Salvatore Nicastro».

« La deregulation nel settore ricettivo ha fatto solo danni - dice sicuro Antonio ? Abbiamo oltre duecento Bed and Brekfast, continuiamo a dare licenze ma nessuno controlla la qualità. Il turista non torna più se incappa in situazioni poco professionali. Noi come operatori abbiamo le nostre colpe; non riusciamo a consorziarci e le stanze restano vuote. Vedo tempi bui; resisterà l’alta fascia e chi vende anche professionalità.»


E INTANTO UNA MODICANA DI 59 ANNI CHIEDE LA CARITA´ DAVANTI A UN SUPERMERCATO

Stazionava timidamente all’ingresso di un supermercato dell’area commerciale. Sembrava una signora come tante che stesse aspettando qualcuno che la venisse a prendere. Invece stava chiedendo la carità, con discrezione, quasi con riluttanza. La signora, una 59enne modicana, fa parte di quella schiera, purtroppo sempre più numerosa, di nuovi indigenti.

Coloro che prima vivevano in modo semplice, adesso non riescono più ad arrivare a fine mese e, come nel caso della signora, sono costretti a mendicare all’ingresso di un supermercato. Dopo che una ragazza gli ha donato una busta della spesa, la signora accetta di parlarci, pregandoci per ovvi motivi di mantenere l’anonimato. Vedova da 15anni, la donna ha tentato di sbarcare il lunario compiendo lavoretti saltuari, nel settore delle pulizie o come badante.

Ma un’operazione chirurgica subita all’aorta un paio d’anni fa ha costretto la modicana a dover rinunciare a qualunque forma di sforzo fisico, seppur lieve. Niente lavori pesanti, quindi. Ma la signora non possiede un titolo di studio che le possa offrire delle alternative. E così ha tirato a campare con un sussidio minimo di 250 euro al mese, essendole stata riconosciuta l’invalidità permanente dopo l’operazione al cuore.

Una somma modesta che non è più bastata alla donna. «Sono arrivata nelle condizioni di non trovarmi neanche un tozzo di pane duro a casa. Mio malgrado ? ci dice la signora con un fil di voce ? ho dovuto ricorrere a questa soluzione, di cui non vado fiera. Non lo sa nessuno di quanti mi conoscono. E sono venuta qui perchè è una zona che non frequentano. Spero ? conclude ? di non incontrare nessun parente o amico, perché morirei di vergogna».

La speranza della signora è adesso riposta nella modesta pensione di circa 400 euro che le spetterà tra qualche mese come casalinga, non appena compiuti i 60 anni. Questi sono i risultati di un Paese sempre più allo sfascio sotto il profilo economico. «Le assicuro ? ci confida la signora ? che non sono la sola a vivere questo dramma. Ma io ho dovuto ignorare il mio orgoglio per poter continuare a mangiare».