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Venerdì 9 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 11:06 - Lettori online 1424
MODICA - 05/09/2012
Attualità - Il governo regionale fa propria la mozione di Ammatuna per un ricorso all’Alta Corte

Il futuro del Tribunale: Modica vuole pari dignità con Ragusa

L’ipotesi degli uffici riuniti è quella che sarà perseguita ma c’è anche un ricorso per incostituzionalità del decreto legge
Foto CorrierediRagusa.it

Un tribunale unico Modica – Ragusa e ricorso di incostituzionalità. I partecipanti alla seduta aperta del consiglio comunale hanno individuato questi due percorsi per cercare di salvare il tribunale di Modica dopo il recente decreto legge del governo che ha ridisegnato la mappa degli uffici giudiziari italiani salvando solo sei, tra cui Sciacca e Caltagirone in Sicilia, dei 37 presenti sul territorio.

Martedì prossimo è previsto a Roma un incontro con i vertici del Ministero della Giustizia per salvare il salvabile. Come ha confermato il presidente del consiglio, Carmelo Scarso, Modica punta ad un unico tribunale in provincia che abbia un polo nel capoluogo e l’altro nella sede di piazzale Scucces (nella foto) non fosse altro per utilizzare al meglio una struttura nuova e funzionale che appena 9 anni fa è costata dieci milioni di euro. Altro percorso è quello di un ricorso alla Corte costituzionale avverso il decreto legge del governo Monti accampando le ragioni della illegittimità. Il consiglio comunale si è ritrovato su queste posizioni ed i presenti, tra cui, il commissario straordinario della Provincia, Giovanni Scarso, il sindaco di Scicli, Franco Susino, il presidente dell’ordine forense, Ignazio Galfo, Antonio Borrometi, già primo firmatario di una proposta di revisione della circoscrizione giudiziaria, hanno dato forza alle proposte emerse.

Antonio Borrometi ha anche ribadito che l’art. 5 della legge delega prevede nei due anni successivi alla emanazione del decreto legislativo che il governo possa apportare provvedimenti correttivi e modificativi dei decreti attuativi sulla base della esperienza maturata. L’iter dunque non è concluso ma è alla fase iniziale. Poi ci sono sei anni per rendere definitiva la decisione e quindi un lasso di tempo sufficiente per una modifica degli effetti del decreto.

Giovanni Scarso da parte sua si è impegnato a scrivere al Ministro della Giustizia perché l’istituzione sia salvata ed ha assunto anche l’impegno di verificare la possibilità di trovare un accordo per la costituzione di un unico tribunale ibleo.

L´iniziativa di Roberto Ammatuna all´Ars
Il governo regionale ha fatto propria la mozione firmata da alcuni parlamentari, tra cui Roberto Ammatuna, con la quale si chiede il ricorso alla Corte Costituzionale nel caso in cui il Ministero della Giustizia dovesse procedere alla revisione delle circoscrizioni giudiziarie senza concertazione e condivisione con la Regione siciliana.

La revisione delle circoscrizioni ha tagliato Modica ed il parlamentare Pd a in sede di assemblea regionale ha ribadito l’unilateralità del provvedimento visto che non c’è stata concertazione ne tanto meno condivisione da parte della Regione siciliana. Dice il parlamentare Pd: «Il decreto legislativo prevede che entro due anni dalla sua emanazione sono possibili correzioni e modifiche.

Dato che, nel caso della soppressione del tribunale di Modica, c’è da un punto di vista formale una presunta violazione dell´art. 23 dello Statuto speciale della Regione Siciliana e da un punto di vista sostanziale la risibilità delle motivazioni legate ad una riduzione dei costi di gestione e all´aumento dell´efficienza operativa, credo che il ricorso alla suprema corte sia un atto dovuto».


Giustizia per tutti!
06/09/2012 | 19.09.40
carnesala

Condivido appieno il grande progetto politico di Ammatuna. Proporrei anche una sezione distaccata a Frigintini e Marina di Modica, perchè hanno delle peculirità culturali e territoriali da non sottovalutare.