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MODICA - 29/08/2012
Attualità - Il sindacato auspica l’abbattimento del 50% del pagamento

Per Confsal bollette idriche incostituzionali a Modica

Il segretario provinciale Iabichella chiede al dirigente dell’ufficio tributi, al sindaco e all’assessore al ramo di posticipare la prossima scadenza del 31 agosto a fine anno Foto Corrierediragusa.it

«Le bollette idriche sono incostituzionali e siamo pronti a proteste eclatanti se non verranno abbattute del 50%». Il segretario provinciale Confsal Giorgio Iabichella rilancia e contesta la presa di posizione dell’amministrazione comunale e dell’ufficio tributi riguardo al pagamento delle bollette idriche di prossima scadenza. Per Iabichella «Inaccettabili sono le interpretazioni delle norme a favore dell’ente e non dei cittadini perché è paradossale che un ufficio, il quale dovrebbe tutelare gli interessi dei contribuenti, si lasci andare a simili discorsi».

L’ufficio tributi, difatti, anziché tentare di incassare le somme dovute acconsentendo all’abbattimento del 50% (come detta un provvedimento) induce il cittadino a presentare ricorso, quindi accrescendo le spese per l’ente (e comunque per i cittadini) e azzerando le entrate. «Fra qualche mese poi – prosegue Iabichella – l’assessore di turno darà la colpa a chi, come noi, ha denunciato le illegittimità palesi delle bollette idriche. Illegittimità che rasentano l’incostituzionalità». Iabichella cita la sentenza della Corte costituzionale n. 335/2008, che sancisce l´incostituzionalità della richiesta di pagamento della quota di tariffa relativa al servizio di depurazione, nel caso in cui l´utente non ne abbia usufruito.

«La maggior parte dei modicani – sostiene Iabichella – nel periodo intercorso tra giugno 2010 e settembre 2011 non hanno usufruito di tale servizio poiché i serbatoi dell’acqua non erano accessibili agli operai. Il pagamento per la depurazione e´ un corrispettivo di prestazione contrattuale e non un tributo, quindi e´ irragionevole che sia dovuto in assenza del servizio». Inoltre, sempre dall’ufficio tributi, affermano che l’acqua va pagata indipendentemente dalla sua potabilità, ma sulla base del consumo effettuato. «Ma forse al comune disconoscono che il contratto per la fornitura di acqua, stipulato dal Comune con ogni utente – conclude il sindacalista – prevede la fornitura di acqua potabile e quindi l’ente non ha rispettato il contratto di fornitura di un servizio, pur richiedendone il pagamento per intero».

La Confsal chiede dunque al dirigente dell’ufficio tributi, al sindaco e all’assessore al ramo di posticipare la prossima scadenza del 31 agosto a fine anno perché altrimenti la vicenda sfocerà in una battaglia legale per difendere i diritti dei cittadini.