Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Venerdì 9 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:37 - Lettori online 962
MODICA - 28/08/2012
Attualità - Manifesti affissi negli spazi consentiti dal comune e non, senza il pagamento del dovuto

Manifesto selvaggio, il sindaco di Modica denuncia 2 istituti scolastici

Si tratta della scuola «Project Srl» dell’istituto «Nuovo Quasimodo», con sede legale a Rosolini, provincia di Siracusa, e dell’associazione centro studi socio-culturale «D’Annunzio», con sede legale ad Ispica
Foto CorrierediRagusa.it

Due denunce nella lotta dell’amministrazione comunale contro l’abusivismo pubblicitario a Modica, a causa dell’atteggiamento quantomeno discutibile da parte di quanti dovrebbero invece fornire il buon esempio, promuovendo la legalità.

Non di questo avviso i rappresentanti legali di due istituti scolastici, che, come accennato, sono stati denunciati dal sindaco Antonello Buscema alla procura della Repubblica per aver affisso manifesti abusivi sui muri della città (foto), negli spazi consentiti e non, e comunque senza pagare alcuna tassa. Si tratta della scuola «Project Srl» dell’istituto «Nuovo Quasimodo», con sede legale a Rosolini, provincia di Siracusa, e dell’associazione centro studi socio-culturale «D’Annunzio», con sede legale ad Ispica.

I due istituti, peraltro recidivi, erano già stati di recente diffidati dall’imbrattare i muri di edifici pubblici e privati, laddove non è consentita quindi l’affissione, non pagando peraltro al comune quanto dovuto per questo genere di pubblicità da svolgersi, in ogni caso, solo negli spazi comunali preposti all’affissione, come previsto per legge.

Nessuna comunicazione di scuse e pagamenti arretrati sono mai pervenuti dai suddetti istituti scolastici a palazzo San Domenico. Invece sono ricomparsi in questi giorni decine di manifesti abusivi che pubblicizzano le attività dei suddetti istituti. Come dire, oltre al danno pure la beffa.

Da qui la drastica decisione del primo cittadino di usare il pugno di ferro, presentando formale denuncia in procura «per porre fine – si legge nel comunicato giunto da palazzo San Domenico – a questa vera e propria guerra a colpi di manifesti abusivi, che si svolge a discapito della pulizia e del decoro del centro abitato».

La denuncia presentata si rifà al reato di cui all’art. 663 del codice penale (vendita, distribuzione o affissione abusiva di scritti o disegni) e a qualunque altra violazione penale, e riporta in allegato la copia di tutti i verbali amministrativi già elevati dalla Polizia locale. «Alla procura della Repubblica – scrive il sindaco Buscema – è stato anche rappresentato l’ importante lavoro che il comune sta conducendo sul fronte della lotta all’evasione fiscale, con particolare riguardo ai tributi locali, anche e soprattutto nel settore della pubblicità .

Ma l’intensa attività di vigilanza e le puntuali sanzioni amministrative – prosegue il primo cittadino – non hanno frenato il reiterarsi dell’ attività illecita di affissione selvaggia dei manifesti abusivi, che compaiono puntualmente, oltre che nelle aree non consentite, anche negli spazi autorizzati dal comune, seppure in assenza di autorizzazione, e senza che i committenti abbiano mai provveduto al pagamento della relativa tassa». Da qui la richiesta del comune dell’autorevole intervento dell’autorità giudiziaria.

«Come abbiamo già ribadito – aggiunge Buscema – non possiamo tollerare la prepotenza dimostrata in particolar modo da questi due istituti scolastici, che dovrebbero essere i primi promotori di una cultura della legalità, del rispetto della cosa pubblica e delle persone e che invece, con il loro comportamento, vanno a ledere questi principi e il decoro della nostra città. Auspichiamo – conclude il sindaco – un pronto interessamento della procura, per riaffermare un pieno rispetto delle regole anche in questo settore».

Al di là del comportamento biasimevole dei due istituti scolastici, da reprimere per principio, il comune si sta dando parecchio da fare in tal senso anche per incamerare denaro contante dal pagamento delle relative tasse pubblicitarie, finora quasi del tutto ignorate da quanti, evidentemente, erano convinti di poter operare impunemente in una sorta di far – west dell’abusivismo pubblicitario.


ci risiamo
28/08/2012 | 22.22.17
gig

ma alcuni di loro non erano (qualche anno fa)indagati x i diplomi rilasciati senza esami semplicemente ppaaggaannddoo.