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MODICA - 07/03/2008
Attualità - Modica - Ad un mese dall’entrata in funzione del Centro residenziale

Modica: Bilancio centro "Bucaneve"

E’ ubicato nei locali di villa Cascino al quartiere d’Oriente Foto Corrierediragusa.it

Ad un mese dall’entrata in funzione del Centro residenziale temporaneo Bucaneve, sito nei locali di Villa Cascino messi a disposizione dal Comune di Modica al CSR, che insieme all’Anffas Modica, ai Piccoli Fratelli, alla Cafeo s.r.l. e in collaborazione col Comune, ente capofila del Distretto 45, ha realizzato il progetto, si stila un primo bilancio più che positivo.

Il centro in realtà è stato aperto nel luglio 2007, ma soltanto il 4 febbraio scorso è arrivata la prima ospite, una ventenne modicana disabile gravissima psichica, che proseguirà la sua permanenza fino a quando i quattro posti a disposizione non saranno saturi o la madre non decida altrimenti.

«Lo staff di 10 operatori dell’Anffas Modica, che ha la convenzione col Comune, della Cafeo, dei Piccoli Fratelli e del CSR - ha spiegato la dott.sa Giovanna Di Falco, direttrice sanitaria dei C.S.R. di Modica, Ragusa, Comiso e Pozzallo - ha provveduto ad inquadrare l’ospite dal punto di vista clinico e farmacologico con risultati soddisfacenti. La ragazza, infatti, almeno nei suoi periodi ricettivi, ha imparato a gestirsi autonomamente, riordinando da sola la cameretta, curando la propria igiene personale, ecc.».

La giovane è impegnata durante la settimana in attività formativo-ricreative, frequentando l’Anffas di Modica, che si cura di accompagnarla insieme ai ragazzi Anffas in palestra, il sabato per i negozi della città per apprendere il valore del denaro e rendersi responsabile, durante le escursioni. Per il presidente dell’Anffas di Modica, Francesco Provvidenza, Bucaneve rappresenta un primo passo verso il ?Dopo di noi’, un centro che si occuperebbe dei ragazzi disabili psichici quando non potranno più contare sulle famiglie.

Bucaneve auspica la presenza di altri ospiti, «nonostante - dice la Di Falco - la condizione per entrare è che le famiglie rinuncino all’accompagnamento. Non si tratta di una situazione anomala, perchè in tutti i casi di internato l’accompagnamento viene sospeso direttamente dagli enti preposti».