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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:41 - Lettori online 914
MODICA - 17/08/2012
Attualità - Mentre va quasi tutto a rotoli, a palazzo San Domenico si grida al "falso"

Modica, unico comune con la "dimensione parallela"!

La vicenda da noi sollevata dei lavoratori della Multisosta ha scatenato la reazione stizzita di un sindaco che minimizza i fatti, con toni poco eleganti Foto Corrierediragusa.it

C’era una volta un comune in cui i cittadini erano alle prese con problemi di ogni genere, in cui i dipendenti faticavano ad arrivare a fine mese e in cui tutto questo non era percepito dal sindaco e dalla maggior parte dei suoi amministratori, che, si narra, pare vivessero in una sorta di «dimensione parallela», dove tutto andava sempre bene.

Quel comune c’è ancora e si chiama Modica. E già, perché non si tratta di una fiaba per far addormentare i bimbi, quanto piuttosto della triste realtà che da qualche anno sta affossando la città. Eppure, da palazzo San Domenico, non se ne curano, e spediscono comunicati dai toni discutibili, impregnati di una ironia del tutto fuori luogo, visti i tempi che corrono, in cui «certa opposizione e certa stampa», si legge nell’ultimo dei suddetti comunicati, vengono presi per pazzi visionari, che vedono cose che non esistono.

«Certa opposizione e certa stampa» che magari confabulano, ordiscono trame misteriose e prive di attinenza con la realtà al solo scopo di screditare il sindaco. Già, perché da palazzo San Domenico la prospettiva è ben diversa. La «dimensione parallela» in cui si muove il primo cittadino non annovera dipendenti senza stipendio, cittadini stritolati dai tributi, cartelloni estivi improvvisati, dati sulle affluenze di turisti ai minimi storici, strade scassate, presunti inquinamenti del mare.

Ma no, queste cose le vedono solo «certa opposizione e certa stampa», manco fossimo in uno degli episodi più scadenti de «Ai confini della realtà». Peccato, però (per il sindaco e per la sua portavoce), che anche i diretti interessati percepiscano questi problemi sulla loro stessa pelle. E così il caso della Multisosta, da noi denunciato mettendo in evidenza la difficile situazione dei lavoratori e che ha fatto scaturire da palazzo San Domenico l’ennesimo comunicato chilometrico e ricco di dettagli buoni per gli azzeccagarbugli, viene smontato dalla realtà dei fatti.

Quella «certa stampa» (che poi saremmo noi, per chi non l’avesse capito) che asseconderebbe quella «certa opposizione» (nella fattispecie il consigliere comunale Nino Gerratana), almeno nella visione tutta particolare del sindaco e della sua portavoce, si era già presa la briga di verificare fonti e fatti, sentendo gli stessi lavoratori della Multisosta su una situazione che ha del paradossale.

Quindi, sindaco e portavoce farebbero bene a pesare per bene le parole, quando scrivono che «è tutto falso». Perché dare più o meno esplicitamente del bugiardo a qualcuno non è per niente carino, e può comportare delle conseguenze. Noi, da parte nostra, non ci riteniamo mentitori, e lo dimostriamo con i fatti. Stando alle dichiarazioni di due lavoratori della Multisosta, gli stipendi sono fermi ad un acconto di maggio.

I lavoratori riescono a stento ad arrivare a fine mese, e, nonostante ciò, si vedono appioppare un avviso «bonario» di pagamento di 82 euro a testa per spese legali. A scanso di equivoci (siamo guardati a vista dalla «dimensione parallela» di palazzo San Domenico in cui tutto va sempre bene), citiamo testualmente dall’ultimo comunicato del sindaco: «L’Ente si è limitato, tramite il suo avvocato, ad inviare delle lettere con la richiesta di risarcimento delle spese legali a cui gli 11 dipendenti della Multiservizi sono stati condannati dal Tar di Catania con ordinanza esecutiva, non contestata dagli stessi lavoratori, nel momento in cui è stato rigettato il loro ricorso avverso la delibera riguardante la ristrutturazione delle società partecipate.

La lettera inviata ai lavoratori era un atto dovuto: il Comune, anzi, considerando la modesta entità della somma, ha ritenuto limitarsi ad un avviso bonario senza procedere ad alcuna attività esecutiva»
. Nel comunicato, però, ci si guarda bene dallo specificare che se entro dieci giorni dal ricevimento della lettera i lavoratori non avessero pagato quanto richiesto, si sarebbe proceduto coattivamente.

Insomma, un decreto ingiuntivo non nella forma, ma nella sostanza. E così i lavoratori, intimoriti, si sono privati della 14ma mensilità (dovuta assieme a buona parte dello stipendio di maggio e alle mensilità di giugno, luglio e agosto che sta volgendo al termine) per pagare la somma richiesta dal comune per le spese legali. Davvero una bella cosa. Ma a palazzo San Domenico, però, continua ad andare tutto bene.

Ma come mai questi 11 dipendenti continuano a convivere da mesi con la terribile incertezza di un futuro lavorativo carico di incognite? Proviamo a spiegarlo con uno stralcio dell’ultimo comunicato, un’autentica perla di chiarezza e sintesi: «L´Amministrazione ha seguito le indicazioni del consiglio comunale (sulla modifica dello statuto della Spm Servizi per Modica in cui gli 11 lavoratori della Multisosta dovevano confluire, dopo lo scioglimento della Multiservizi, n.d.r.), dando incarico ad un notaio di fiducia di predisporre la modifica dello statuto, per consentire il passaggio dei lavoratori alla società in house.

Tuttavia il notaio ha ribadito di condividere l´interpretazione opposta, secondo cui le società costituite per la produzione di servizi strumentali devono avere oggetto sociale esclusivo: secondo questo parere, sarebbe dunque illegittimo modificare l’oggetto sociale della SpM prevedendo l’esercizio di attività non strumentali. Di fronte all’evidente complessità della materia e alle ulteriori evoluzioni normative intervenute successivamente all’approvazione della delibera, con l´Assessore alle Partecipate e di comune accordo col Presidente del Consiglio stiamo facendo tutte le verifiche sulla praticabilità del percorso su cui si è espresso il Consiglio, nel tempo che richiedono tutti gli approfondimenti che sono necessari a compiere atti legittimi, a garanzia sia dell´Ente che dei lavoratori».


Chiaro, no? Solo dei «visionari» come «certa stampa» e «certa opposizione» non ci arrivano, e che diamine. In parole più semplici, però, i lavoratori diventano sempre più esasperati su un futuro lavorativo praticamente inesistente, mentre le loro tasche restano vuote e i sindacati fanno ben poco. Ma da palazzo San Domenico continua ad andare tutto bene. In sintesi, ironia a parte, sindaco e portavoce non si sognino più di venire a farci la morale con comunicati dai toni quantomeno dubbi, se non irriverenti. Sappiamo come si fa giornalismo e non ci dedichiamo di certo alla mistificazione dei fatti. Piuttosto diamo voce a chi non ce l’ha, mi si passi la frase fatta. Lo stato delle cose l’abbiamo appreso dai diretti interessati, con tanto di parere legale di un avvocato.

E tutto questo al di là di comunicati dell’opposizione, siano essi di Nino Gerratana o di Pinco Pallino. E questa volontà di screditare stampa e opposizione con maldestri tentativi in stile "regime dittatoriale" palesati con comunicati di cui faremmo volentieri a meno ci spronano semmai a fare sempre meglio, denunciando le cose che non vanno a Modica. D’altronde i cittadini non sono mica ciechi.

Semmai, da palazzo San Domenico, dovrebbero provare a tornare sulla terra da quella «dimensione parallela» in cui tutto va sempre bene. Perché a breve ricominceranno i soliti caroselli dei dipendenti infuriati in quanto senza stipendio, dei netturbini che minacciano scioperi perché non percepiscono le mensilità e via discorrendo. Ah già, ma queste sono solo chiacchiere di «certa stampa» e di «certa opposizione», tutti visionari che affermano il falso. O no?

Nella foto in alto un dettaglio dell´avviso bonario ricevuto dai dipendenti della Multisosta. Sotto, il documento completo: cliccateci sopra per ingrandirlo


Prima come andava?
19/08/2012 | 9.59.40
giov

lasciare i dipendenti senza stipendio e´ un problema gravissimo, personale e sociale. Ma e´ difficile pensare che un sindaco se ne stia infischiando e viva in una dimensione parallela, dove va tutto bene. Non e´ che il problema lo ha creato chi amministrava prima e ora tutti i nodi vengono al pettine? Ad ogni modo sia il sindaco precedente, che quello attuale li hanno scelti i modicani e quindi va bene così´.