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MODICA - 28/07/2012
Attualità - Il fronte della protesta non appare unitario

Tribunale Modica soppresso, avvocati divisi

I legali del foro di Caltagirone, a differenza dei colleghi di Modica, sostengono che prima d’imbastire una protesta del genere bisogna attendere la presentazione di alcuni emendamenti in parlamento

Sarebbe dovuta essere una manifestazione simbolica organizzata dagli avvocati dei fori di Modica e Caltagirone per protestare contro la soppressione del tribunale modicano, destinato all’accorpamento con Ragusa. Gli avvocati avrebbero dovuto formare un lungo carosello d’auto per recarsi in contemporanea al tribunale del comune capoluogo, intasandolo di fatto per mettere in evidenza i disagi che si creeranno inevitabilmente con il nuovo assetto. Ma alla fine nulla di tutto questo, visto che la protesta è stata annullata di buon mattino, perché gli avvocati calatini non si sono presentati.

I legali del foro di Caltagirone, a differenza dei colleghi di Modica, sostengono infatti che prima d’imbastire una protesta del genere bisogna attendere la presentazione di alcuni emendamenti in parlamento per studiare l’evolversi della situazione. In altre parole, il fronte della protesta non è unico e gli avvocati dei due fori la pensano diversamente. La protesta che si sarebbe dovuta tenere ieri mattino quindi si è segnalata per una carenza di organizzazione e per un’indecisione di fondo, che, alla fine, ha fatto saltare tutto con una scarna comunicazione giunta dagli avvocati del foro di Caltagirone ai colleghi di Modica solo di primo mattino, appena un’ora prima del raduno nel parcheggio del palazzo di giustizia di via Aldo Moro, dove già alcune decine di avvocati modicani si erano dati appuntamento. Non è dato sapere se e quando la protesta si farà.

Si attendono difatti, come accennato, buone nuove da Roma. Ma difficilmente si potrà sperare in una marcia indietro. Il futuro del tribunale modicano appare difatti già segnato e forse gli avvocati, in fondo, sanno che certe forme di protesta servono a ben poco e che, se proprio si deve protestare, sarebbe bene farlo proprio a Roma, come hanno fatto i sindaci dell’Anci.