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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 11:29 - Lettori online 652
MODICA - 25/06/2012
Attualità - Due giorni di installazioni di giovani artisti nel quartiere alle pedici della collina di Monserrato

Welcome to Paradise parla della violenza sulle donne

La manifestazione, arrivata alla seconda edizione, rientra nel programma di Modica Miete Culture
Foto CorrierediRagusa.it

Fine settimana all’insegna di Welcome to Paradise nell’ambito del festival Modica Mieta culture. Le donne e la violenza sulle donne è stato il filo conduttore delle installazioni che hanno «arredato» il quartiere ai piedi della colina di Monserrato. Case, vicoli, luoghi abbandonati sono stati lo spunto per circa quaranta artisti di dare forma e sostanza alla loro creatività partendo dalla via Conceria per arrivare alla collina.

L’art show ha richiamato l’attenzione del pubblico che si è soffermato a parlare con quanti hanno voluto ed hanno realizzato la grande perfomance a cielo aperto. Marcel Cordeiro, artista brasiliano, che nel quartiere ha preso casa, ed è stato l’ideatore ed il promotore dell’iniziativa dopo il positivo esordio dello scorso anno, ha raggiunto l’obiettivo di riportare l’attenzione sul quartiere ma anche di dare la possibilità a tanti giovani artisti di esprimere idee e sensazioni.

Tra queste l’installazione con 370 paia di scarpe nella piazza di via Conceria (nella foto) per significare il numero delle donne assassinate negli ultimi cinque anni con tanto di etichetta con nome e cognome della vittima, quella per il ventennale della guerra nell’ex Yugoslavia e, in campo di salvaguardia ambientale, la tutela della mucca modicana, razza autoctona in via di estinzione: un modo per ricordare all’umanità intera, l’urgenza di non perdere le proprie radici – ma anche la storia, la cultura, le tradizioni, il linguaggio – in un mondo sempre più globalizzato e uniformato. All’ingresso del quartiere un grande drappo con «Siamo tutti emiliani» per significare la vicinanza alle popolazioni colpite dal terremoto per finire in una casa disabitata in cima alla collina dove da un’idea di Giuseppina Aiello è stata realizzato Material-Es».

E’ un’installazione che indaga l’essere umano nella duplice essenza di spirito e materia. Tema dell’installazione, curata da Lucia Trombadore, con video di Carmen Attardi e Salvo Falcone, la prigione fisica e metafisica in cui opera la donna, costretta e limitata nella sua dimensione corporea, pensata e rappresentata da una gabbia di ferro che la cinge fino alla vita.