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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:23 - Lettori online 1162
MODICA - 16/06/2012
Attualità - Sit-in di protesta e assemblea all’ospedale "Maggiore" di Modica

Precari Asp "figli di nessuno" e la Cgil chiede la testa del manager Gilotta

Molti precari si sentono privati della loro dignità e altri, disperati, hanno persino minacciato il suicidio
Foto CorrierediRagusa.it

«Siamo i figli di nessuno». La frase pronunciata dai precari Asp è tutto dire. E la Cgil, consapevole di questa situazione che rischia di aggravarsi, taglia corto è invoca le dimissioni del manager Ettore Gilotta, ritenuto essere da sindacati e lavoratori il responsabile.

In verità, la richiesta della Cgil appare quantomeno superflua, visto che il prossimo 30 agosto c’è la scadenza naturale del mandato del direttore generale, in carica da quasi due anni. Una data che i precari, 376 tra ausiliari e cuochi, aspettano come la manna dal cielo, considerato che non lavorano da oltre 13mesi e che attendono da anni la sospirata stabilizzazione, come evidenziato nel corso del sit-in di ieri tenutasi all’esterno dell’ospedale «Maggiore». Altri 100 lavoratori ausiliari part-time anelano da oltre sei anni al full-time.

Nella stessa situazione degli ausiliari si ritrovano, loro malgrado, pure gli Asu che lavorano nella varie unità operative e negli uffici. Il numero di 376 precari è suddiviso in 200 contrattisti(con contratto a tempo determinato con scadenza 2012 o 2014) e 176 Asu, senza nessun contratto, con proroga che scade alla fine del 2012. Anche gli Asu erano presenti al sit-in al "Maggiore".

Nel frattempo, «i lavoratori sono costretti a turni massacranti – rileva la Cgil – tanto che infermieri ed ausiliari denunciano un credito di ferie notevole. Senza contare che da oltre dieci anni 300 unità tra ausiliari, cuochi e muratori – aggiunge il sindacato – lavorano appena tre mesi l’anno, quando va bene, mentre il resto è tutto indennità di disoccupazione».

«Gilotta – hanno detto i precari – ci ha interdetto l’ingresso in ospedale per la nostra assemblea, mentre gli altri nostri colleghi di ruolo hanno potuto tranquillamente tenere l’assemblea nei locali del nosocomio». Una palese disparità di trattamento che ha fatto montare su tutte le furie il segretario generale Cgil Giovanni Avola, nonché i segretari provinciali Salvatore Terranova e Saro Viola, il segretario della camera del lavoro di Modica Piero Pisana, il responsabile del dipartimento salute della Cgil Angelo Tabbì e Salvatore Rando, responsabile dello Sportello Salute dello Spi Cgil Ragusa.

Tutti in prima linea per sostenere i precari, «parcheggiati» da oltre un anno «Mentre in maniera inspiegabile – tuona Avola – il manager ha esternalizzato alcuni servizi, affidandoli ad una ditta esterna di Modica, con dipendenti sprovvisti di qualifiche e di esperienza nel settore, in violazione a quanto previsto dalla legge regionale 5 del 2009, laddove quel personale si occupa anche dei servizi parasanitari non previsti. Tutto questo mentre i precari attendono da mesi il sacrosanto diritto di lavorare.

Al momento, comunque, anche questi lavoratori della ditta esterna sono stati sospesi, in una situazione di caos in cui è difficile raccapezzarsi. Un pasticcio nel pasticcio per il quale – ha concluso Avola – chiederemo con forza le dimissioni di Gilotta al presidente della Regione Lombardo (che lascerà anche lui a luglio, n.d.r.). Gilotta, tra le altre cose, è accusato di non aver firmato, senza giustificato motivo, l´accordo trimestrale per integrare i precari nella «Multiservizi regionale».

Molti precari si sentono privati della loro dignità e altri, disperati, hanno persino minacciato il suicidio, perché non riescono più a tirare avanti. Per la Cgil, intanto, «La Sanità in provincia di Ragusa sta assumendo i connotati di una vera e propria emergenza sociale, senza eccezioni, atteso che tutti i presidi ospedalieri iblei rilevano problemi strutturali e funzionali e in danno dell’efficienza dei servizi e della salute della comunità».

Nella foto i precari Asp e i sindacalisti della Cgil nel sit-in di protesta all´esterno dell´ospedale "Maggiore" di Modica