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Domenica 11 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 13:05 - Lettori online 589
MODICA - 12/06/2012
Attualità - "Fatale" il criterio adottato dal Dipartimento dell’organizzazione giudiziaria

Il tribunale di Modica si spegne per la "Regola del 3"

Sabato a Roma l’assemblea delle delegazioni dei "tribunalini" e delle procurine" per indurre il ministro Severino ad un ripensamento. Intanto a Ragusa l’Aiga dice no all’accorpamento con Modica Foto Corrierediragusa.it

La regola del 3 non salva il Tribunale di Modica. Il criterio adottato dal Dipartimento dell’organizzazione giudiziaria, presieduto da Luigi Biritteri, ha stilato la prima lista di 33 tribunali minori e di 37 procure che dovranno essere tagliate per realizzare un risparmio stimato in 76 milioni e la movimentazione di 7 mila dipendenti e 450 magistrati. La commissione che ha seguito da vicino la questione su delega del governo ha adottato la «regola del 3» secondo la quale in ogni distretto devono essere mantenuti almeno tre tribunali con le relative procure.

Per quanto riguarda Catania, distretto cui appartengono sia Modica sia Ragusa, resterebbero in vita il tribunale etneo, Siracusa, Ragusa e forse Caltagirone. Non c’è speranza per Modica, ultimo in termini di bacino e di utenza, almeno stando a quanto trapela dagli uffici ministeriali dove in queste ultime settimane le processioni dei vari parlamentari, esponenti politici, sindaci, avvocati e sindacalisti si sono succedute per reclamare il diritto a restare in vita. L’elenco redatto da Luigi Birritteri è ora al vaglio politico del ministro della Giustizia Paola Severino (nella foto) che lo ha ricevuto qualche giorno fa. La proposta potrebbe subire qualche modifica prima di essere trasformata in decreto legislativo per dare piena attuazione alla legge delega sulla riforma della geografia giudiziaria, che ha già visto il taglio di 674 uffici del giudice di pace.

Il testo potrebbe essere portato al Consiglio dei ministri già in settimana perché il tempo stringe: la delega, infatti, scade il 13 settembre e ciò significa che prima di quella data il decreto deve essere approvato dal governo, deve aver ottenuto (entro 30 giorni) i pareri obbligatori (ma non vincolanti) del Parlamento, deve tornare a Palazzo Chigi per il via libera definitivo ed essere firmato anche dal Capo dello Stato. Il numero dei tribunali tagliati è stato ridotto dai 57 iniziali a 37 seguendo una linea imposta dal Dipartimento che oltre a seguire la regola del 3 salva anche i tribunali nei territori ad alto rischio come Gela, Marsala e Sciacca solo per restare in Sicilia.

Dovrebbero scomparire Modica, che potrà essere accorpata a Ragusa, Nicosia, e sicuramente Mistretta, considerato il tribunale più piccolo d’Italia. C’è comunque massimo riserbo sulla proposta finale che sarà portata all’attenzione del ministro ma i tempi sono ormai veramente stretti.


Il consiglio dell’ordine si è riunito in tutta fretta per affrontare la nuova situazione ed approfondire la questione. Una delegazione guidata dal presidente del consiglio Ignazio Galfo sarà a Roma sabato dove si incontrano le delegazioni dei vari tribunali inseriti nella «lista nera». Anche il consiglio comunale ha preso atto della comunicazione del presidente Carmelo AScarso e tutit i gruppi si sono detti proeccupati.

Intanto a Ragusa i dieci componenti del direttivo dell’Aiga, associazione giovani avvocati, contestano interrogazione presentata dal senatore D’Alia al ministro con la quale si mette in evidenzia il superlavoro e l’insufficienza dei locali del tribunale di Ragusa ad accogliere un eventuale trasferimento degli uffici giudiziari di Modica. L’Aiga non è d’accordo con la tesi del parlamentare che definisce infondata perché il tribunale di Ragusa ha smaltito pratiche in materia civile superiori al doppio dei tribunali di Modica e Caltagirone nonostante un organico insufficiente.

Per quanto riguarda la funzionalità dei locali l’Aiga sostiene che nel palazzo di Giustizia sono stati eseguiti lavori di manutenzione straordinaria ed ammodernamento e che basterà liberare alcuni locali tuttora occupato da alcuni archivi per rispondere alle nuove esigenze. Inoltre in città sono disponibili locali nel centro direzionale che potrebbero soddisfare la richiesta dei nuovi uffici.


COMMENTI
12/06/2012 | 20.18.17
AcidoModicA

Mi compiaccio con il direttore Antonio Di Raimondo per il ritorno dei commenti. La libertà di opinione da parte dei lettori è sacra e l´accettazione di questi, comunque espressi entro i limiti della dialettica, è sinonimo di maturità e democrazia...piacciano (al potente di turno) o no!!!
BUON LAVORO


la regola
12/06/2012 | 16.37.22
Paolo

La regola dell´amico non sbagli mai...