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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:41 - Lettori online 934
MODICA - 31/05/2012
Attualità - In fermento anche gli operatori ecologici

Tarda anticipazione Regione. Comunali senza stipendio

Due stipendi da pagare e molte incertezze sul futuro. Sindacati sul chi vive

Nessuna anticipazione e niente soldi. I dipendenti comunali dovranno attendere il trasferimento del rateo dello Stato di due milione 300 mila euro circa per il pagamento di uno dei due stipendi arretrati. Il sindaco ha confermato questo stato di fatto ai rappresentanti sindacali che ha incontrato nella tarda mattinata di ieri.

La banca tesoriera che era sollecitata per una anticipazione al fine di pagare gli stipendi, ha risposto picche ed ha rimandato il tutto all’accreditamento del rateo statale. Preoccupazione musi lunghi tra i rappresentanti sindacali che non vedono via d’uscita dalla precarietà nella puntualità dei pagamenti soprattutto in funzione futura. Proprio per capire che aria tira anche da parte del governo regionale i rappresentanti sindacali parteciperanno oggi pomeriggio ad un incontro con il presidente della regione, Raffaele Lombardo, che si terrà nel capoluogo. Se per i comunali la situazione non è rosea molto critica sta diventando la condizione dei lavoratori dell’igiene urbana.

I lavoratori alle dipendenze dell’impresa Puccia che gestisce il servizio in città attendono anche essi due stipendi ma il titolare dell’impresa Giorgio Puccia denuncia il mancato pagamento dei ratei concordati per contratto con l’amministrazione. La Puccia, sostiene l’amministratore, non riceve soldi dall’ente da dicembre scorso se non per una modesta anticipazione. Si tratta di circa 360 mila euro al mese per oltre un milione e mezzo di euro per tutto il periodo. Se l’ente non dovesse far fronte ai suoi impegni è prevedibile che lo stato di crisi si riverbererà sui lavoratori con conseguenti disservizi sulla pulizia della città.

E’ insomma il cane che si morde la coda perché da Roma e Palermo non arrivano fondi e l’ente locale è costretto ad annaspare e tamponare alla disperata le situazioni più critiche, ora i precari, ora i dipendenti, ora le società collegate, ora i fornitori.