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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:30 - Lettori online 988
MODICA - 28/05/2012
Attualità - Parla l’imprenditore edile che smentisce d’essere indagato nell’inchiesta della procura

Vicenda progetto alveo via Fontana secondo Zaccaria

Il progetto per l’insediamento edilizio all’ex foro boario va avanti

Il progetto per l’insediamento edilizio all’ex foro boario di via Fontana va avanti. L’impresa ha presentato infatti il progetto esecutivo giovedì scorso ed è ora in attesa delle determinazioni del’amministrazione. Tocca infatti al sindaco ed alla giunta decidere sulla opportunità di procedere o fermarsi. Il titolare dell’impresa Edilzeta, Giuseppe Zaccaria, la società privata che compartecipa al progetto, conferma l’avvenuta notifica degli incartamenti tecnici e l’interesse per l’opera.

Dice Giuseppe Zaccaria: «Noi siamo pronti e nell’elaborare il progetto esecutivo abbiamo tenuto conto delle raccomandazioni dell’amministrazione in merito alla tutela di tutta l’area interessata. Il progetto infatti prevede la bonifica di tutta la zona con la rimozione di inerti e materiale vario che nel corso degli anni si è accumulato sulle sponde del torrente Pozzo dei Pruni. Inoltre abbiamo garantito l’allargamento dell’alveo del torrente per maggiore sicurezza».

Giuseppe Zaccaria è quindi in attesa delle decisioni del sindaco e conferma che non è stato interessato da alcun provvedimento da parte della magistratura inquirente. «Non ho mai ricevuto avvisi di garanzia o altro – dice Zaccaria – e non mi risulta che sia indagato. Sono circolate queste voci infondate e ho dato mandato al mio legale affinché proceda di conseguenza.

Sono stato invece pronto a seguire le indicazioni che il sindaco ha considerato prioritarie per andare avanti con il progetto». Questo riguarda un investimento complessivo di 17 milioni di euro grazie ad una compartecipazione pubblico – privata; un finanziamento regionale garantirà infatti 6 milioni e mezzo, e la Edilzeta di Giuseppe Zaccaria metterà sul piatto 10 milioni; al comune la parte minore 484 mila euro, l’equivalente del prezzo del terreno ceduto per la realizzazione dei palazzi. Saranno infatti costruiti sette palazzi a schiera di sei piani ciascuno. Si tratta di una lottizzazione vera e propria che non è andata per nulla giù a residenti che contestano l’insediamento. Una denuncia da parte loro ha portato al sequestro della zona circostante dove è stato creato un viottolo con conseguente restringimento del letto del torrente da 15 a 2 metri.

I residenti, oltre alla gravità dell’impatto ambientale e dell’ulteriore cementificazione di uno dei pochi rimanenti polmoni verdi in città, temono per la loro incolumità, dal momento che gli edifici impedirebbero il normale deflusso delle acque piovane, che già adesso allagano i terreni circostanti anche in occasione di piogge moderate. Il soprintendente Alessandro Ferrara ha da parte sua raccomandato che il complesso edilizio fosse costruito in modo unitario e non suddiviso in sette edifici, in quanto gli spazi tra le palazzine sarebbero troppo angusti e quindi poco funzionali. Si tratta tuttavia solo di indicazioni perché la sovrintendenza è stata coinvolta solo a titolo ufficioso nella vicenda.