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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:41 - Lettori online 600
MODICA - 14/05/2012
Attualità - Il contestato progetto che vede anche l’edificazione di 7 palazzine nell’alveo

Riqualificazione quartiere Fontana a Modica: a rischio 6 milioni?

Intanto l’amministrazione ha incontrato i residenti per discutere della vicenda nel corso di un paio d’ore piuttosto accese
Foto CorrierediRagusa.it

Modica rischia di perdere i 6 milioni di euro della Regione per il progetto complessivo di 17 milioni di euro a compartecipazione pubblico – privata relativo al contestato progetto di realizzazione di sette palazzi di sei piani ciascuno nella zona dell’alveo dell’ex foro boario, al quartiere Fontana. Una perdita che si somma ai 6 milioni già persi nel 2008 per il bando integrato, andato deserto, del progetto di riqualificazione dell’area di San Giorgio, soldi allora messi a disposizione dal ministero alle infrastrutture.

12 MILIONI DI EURO PERSI IN APPENA 4 ANNI?
Insomma, l’ente di palazzo San Domenico rischia di perdere 12 milioni di euro in appena 4 anni. Davvero niente male, con i tempi che corrono. Tornando al rischio concreto di perdita dei 6 milioni dalla Regione, la circostanza è palesata dal fatto che il progetto di riqualificazione dell’ex foro boario, con i nullaosta di genio civile e soprintendenza, nonché degli altri uffici competenti, dovrebbe essere presentato a Palermo entro la data perentoria del 18 giugno, dopo la proroga concessa lo scorso 30 aprile, originaria data di scadenza per la presentazione del progetto. L’iter progettuale però è ancora all’anno zero e difficilmente si potrà recuperare il tempo perduto entro il 18 giugno, anche a causa della burocrazia. Lo rende noto l’assessore Giorgio Cerruto, che, chiamato in causa su presunti sospetti d’incompatibilità e conflittualità d’interessi tra il suo ruolo di amministratore e quello di professionista interessato dai lavori (Cerruto è ingegnere), sgombera il campo da ogni dubbio.

CONFLITTUALITA´ D´INTERESSI PER CERRUTO? L´INTERESSATO LO ESCLUDE
«Sono sereno perché in nessun modo - dice Cerruto, rientrato in giunta da qualche settimana anche come vicesindaco, dopo una «pausa» di due anni – posso essere coinvolto in maniera diretta nel progetto edilizio dell’alveo. L’unico punto di collegamento, se così lo vogliamo intendere, tra me e la vicenda, è dato dalla firma in calce al progetto da parte di un ingegnere progettista, socio della società «G4 Srl», che non si occupa in nessun modo della questione, in cui è presente anche la società «2G Srl» che appartiene per il 50% al sottoscritto e per l’altra metà a mia moglie. Mi sembra un po’ pochino per ipotizzare qualche «impiccio».

Il vero dramma – prosegue Cerruto – è invece dato dal tangibile rischio di perdita del finanziamento regionale, il che si tradurrà nell’ennesima occasione sprecata per l’ente, che lascerà l’area in oggetto nel degrado più assoluto. Se avessimo voluto davvero fare business e favorire un’impresa – aggiunge Cerruto – ci saremmo concentrati su zone più appetibili della città, ma l’intento reale era quello di accedere al bando regionale per migliorare quella zona di Modica».

L´ITER DEL PROGETTO DI RIQUALIFICAZIONE DEL QUARTIERE FONTANA
Per dissipare ogni dubbio su una possibile «combine» tra l’amministrazione e la «Edilzeta» di Zaccaria, ditta modicana aggiudicataria dell’appalto, Cerruto illustra brevemente l’iter del progetto di riqualificazione di via Fontana. «La Regione – prosegue l’assessore – pubblica il bando il 16 luglio 2009 sulla Gazzetta Ufficiale. L’amministrazione recepisce il bando e pubblica l’avviso regionale il 9 agosto, poi approvato tre giorni dopo e di cui è stata tappezzata la città con i manifesti, come previsto per legge, per dare modo alle imprese interessate di parteciparvi. Solo la «Edilzeta» si fece avanti. Dove sta quindi l’intrigo? La verità – aggiunge mesto Cerruto – è che già un bando simile del 2008 andò del tutto deserto: quello integrato per il programma di riqualificazione della zona di San Giorgio in cui io, allora, in qualità di assessore alle infrastrutture, feci rientrare anche il restauro dell’ex convento della Raccomandata. Anche quella volta i soldi andarono persi, circa 6 milioni messi a disposizione dal ministero alle infrastrutture, con il risultato che l’area della Raccomandata è ancora da mettere in sicurezza, con tutte le legittime lamentele dei residenti. La stessa cosa – conclude Cerruto – si sta adesso verificando con il quartiere Fontana».

I SIGILLI APPOSTI NELL´AREA SOTTO SEQUESTRO
Nella zona dell’alveo i Carabinieri avevano apposto i sigilli qualche settimana fa. L’area era stata sequestrata per il rischio idrogeologico derivante dal restringimento del letto del fiume da 15 metri ad appena due a causa della creazione di un viottolo che si addentrava all’area in oggetto. Il viottolo era stato in gran parte rimosso in questi giorni dopo le segnalazioni dei residenti, che, oltre alla gravità dell’impatto ambientale e dell’ulteriore cementificazione di uno dei polmoni verdi più belli di Modica, temono per la loro incolumità, dal momento che gli edifici impedirebbero, a loro dire, il normale deflusso delle acque piovane, che già adesso allagano i terreni circostanti anche in occasione di piogge moderate.

IL PROGETTO NEI DETTAGLI
Nella zona adiacente all’area posta sotto sequestro si dovrebbero duunque realizzare le palazzine, nell’ambito del progetto complessivo di 17 milioni di euro a compartecipazione pubblico - privata, con la Regione che ha messo a disposizione 6 milioni circa (la famosa somma che rischia di andare perduta se non si rispetta il termine perentorio del 18 giugno per la consegna del progetto a Palermo), il privato (la «Edilzeta di Zaccaria) che ha investito 10 milioni, e il comune che ha ceduto un terreno di sua proprietà per l’equivalente di 484 mila euro, cifra data dalla compartecipazione obbligatoria dell’ente. Il valore del suddetto terreno, in origine di circa un milione di euro, era stato dimezzato dopo la messa all’asta, come previsto per legge.

L´INCONTRO DELL´AMMINISTRAZIONE CON I RESIDENTI
Dalla pagina del suo profilo Facebook Antonello Buscema si dice soddisfatto dell’esito dell’incontro con i residenti del quartiere Fontana, convocato sabato per discutere del futuro del progetto di riqualificazione dell’area dell’ex foto boario, con la costruzione, tra l’altro di sette palazzine a contratto agevolato per le fasce meno abbienti. Resta da capire da cosa il sindaco possa trarre tutta questa soddisfazione, dal momento che il progetto rischia di cadere nel vuoto, con la perdita dei sei milioni concessi dalla Regione.

Come evidenziato difatti dal vicesindaco Giorgio Cerruto, peraltro assente all’incontro di sabato perché, a quanto pare, non invitato, difficilmente potrà essere rispettato il termine perentorio del 18 giugno prossimo imposto dalla Regione per la presentazione del progetto di riqualificazione, che, stando a quanto riferito dallo stesso Cerruto, è ancora all’anno zero. Modica, come accennato, rischia quindi di perdere i sei milioni, che sommati a quelli già andati in fumo nel 2008 per il bando integrato andato deserto sulla riqualificazione dell’area di San Giorgio, moltiplica a 12 i milioni persi, tra regionali e statali, in appena quattro anni dall’ente di palazzo San Domenico.

Tornando al dibattito di sabato, il sindaco lo ha definito come «Due ore intense, vivaci, calde»... Termini scelti in maniera accurata per mitigare i momenti di vibrata tensione che hanno caratterizzato il dibattito, con il primo cittadino che ha in almeno un paio di casi perso la pazienza, dinanzi alla presa di posizione piuttosto veemente di uno dei partecipanti all’incontro. «Il progetto non è esecutivo – ha tenuto a ribadire il sindaco – e siamo ancora in tempo a dire no, qualora i rilievi tecnici ci dimostrassero la pericolosità dell´opera. Ci doteremo di ogni precauzione per tutelare la sicurezza degli abitanti della zona e per rispettare l´ambiente e la natura. Il nostro intento, come amministrazione – ha concluso Buscema – non è quello di cementificare la zona, ma di riqualificarla e renderla più bella e più sicura». Belle parole. Peccato però che ci si è pensati troppo tardi, visto che il tempo è già scaduto.

Nella foto un momento dell´incontro dell´amministrazione con i residenti del quartiere Fontana. Nel riquadro il vice sindaco Giorgio Cerruto


riqualificare= deturpare
15/05/2012 | 20.22.06
EVR

E´ stata riqualificazione il tratto di via Conceria? Anche in quel caso non si dovevano perdere i finanziamenti, ma ora che è fatta che utilità ne ha la città? Finchè mancherà un progetto strategico di lungo periodo, di volta in volta, si inseguono finanziamenti non attinenti al vero sviluppo. S´intervenga alla Fontana con vere opere infrastrutturali di viabilità e piccoli voluni e adeguate tipologie edilizie di Social Housing e allora tutta la città ne avrà giovamento.


14/05/2012 | 13.53.56
Concetta Bonini

Caro Direttore,
giacché l’incontro che l’Amministrazione ha promosso sabato scorso in via Fontana non è andato esattamente come lei ha riportato – anche perché non era presente - invito Lei stesso e i Suoi lettori a leggerne il resoconto completo:
http://www.comune.modica.gov.it/content/lpercentoE2percento80percento99amministrazione-incontra-i-residenti-fontana-sul-progetto-riqualificazione

Una precisazione, in premessa, mi preme fare circa il fatto che il sindaco Buscema non ha mai detto di essere «soddisfatto» dell’esito dell’incontro di sabato e sulla sua pagina Fb si è limitato a dire questo: «Credo che tutti abbiano apprezzato la chiarezza con cui io e l´assessore alle Opere pubbliche, Peppe Sammito, abbiamo esposto i termini della questione, sfrondandola da quegli equivoci, da quei malintesi, da quella confusione che - negli ultimi giorni - si erano creati e che avevano alimentato un dibattito basato su presupposti non veritieri e imprecisi.
Il confronto con i cittadini - anche nei momenti più accesi - è servito proprio a questo. A rimettere l´argomento entro i giusti termini. E voglio sperare che abbia soddisfatto i nostri concittadini anche sapere che…».
La soddisfazione – auspicata – come vede è riferita ai cittadini partecipanti all’incontro e non al sindaco. Una differenza di non poco conto, per stare nell’alveo della verità e del rispetto dei fatti, a cui la sua professione e la sua professionalità dovrebbero quotidianamente richiamarsi, anche nell’esprimere opinioni apertamente critiche.

Ecco, l’incontro è stato fatto con la volontà di sfrondare la questione da equivoci, malintesi, confusione. Per questo è necessario sfrondarla anche dagli ulteriori equivoci, malintesi, confusione che emergono da questo Suo articolo.

Nel ricordarLe la differenza tra un bando che va deserto (e i cui finanziamenti di perdono per forza di cose) e un bando che viene regolarmente aggiudicato e il cui iter – lungi dall’essere «all’anno zero» come Lei scrive - sta procedendo affinché i finanziamenti non si perdano, Le chiedo: può risultare a qualcuno che le carte del «Programma via Fontana» giacciano su qualche scrivania e nessuno se ne stia occupando, quando non passa giorno senza che su questo si dica qualcosa?

È chiaro che dal punto di vista burocratico il progetto sta facendo il suo corso. Ciò non toglie che nel frattempo l’Amministrazione stia portando avanti una riflessione di natura politica e di confronto con i cittadini, con l’augurio che nessuno la consideri una «perdita di tempo».
Forse sull’argomento sarebbe stato opportuno porre delle domande all’assessore alle Opere pubbliche, dal momento che – le ricordo – il vicesindaco Cerruto allo stato attuale detiene altre deleghe e non si occupa in alcun modo di questo progetto (e per essere aggiornato avrebbe potuto partecipare, come hanno fatto altri assessori, all’incontro che era pubblico e non ad invito).

Stupisce dunque la capziosità con cui si ribaltano i problemi, pur di trovare sempre e comunque un modo per porli all’attenzione dell’opinione pubblica che metta in cattiva luce l’Amministrazione.
Se il progetto si fa e i soldi non si perdono, l’Amministrazione viene accusata di imprudenza per aver scelto un’area «a rischio» (laddove questo rischio dovrebbe essere attestato dagli organi preposti e non certo da chi si appassiona a lanciare anatemi di eventi apocalittici e lo fa in quel modo «piuttosto veemente», come Lei riferisce). In un articolo apparso su questo sito il 21 aprile scorso (http://www.corrierediragusa.it/articoli/attualitpercentoC3percentoA0/modica/17580-il-complesso-edilizio-della-discordia-nell-alveo-coperto.html), Lei stesso, caro Direttore, scriveva testualmente: «i residenti insorgono, chiedono spiegazioni e minacciano d’incatenarsi per scongiurare l’avvio dei lavori, che metterebbero, a loro avviso, in serio pericolo l’incolumità pubblica». E ancora «pare non si stia però tenendo in debito conto la cementificazione selvaggia alla quale sarebbe sottoposta la zona, la più antica di Modica, dove insiste peraltro nei pressi una necropoli del 2.500 A.C».
Se invece il progetto non si farà (perché si verificherà la sussistenza di un rischio, perché non ci saranno i pareri favorevoli degli enti che li devono dare o perché il Consiglio comunale non ne valuterà l’opportunità dopo un confronto democratico con la città e all’interno del civico consesso), ecco che l’Amministrazione viene accusata di incapacità di attirare finanziamenti e investirli sul territorio. E oggi lei commenta: «L’ente di palazzo San Domenico rischia di perdere 12 milioni di euro in appena 4 anni» e ancora «Belle parole. Peccato però che ci si è pensati troppo tardi, visto che il tempo è già scaduto».

Bene, l’assessore alle Opere pubbliche ha già chiarito che «l’Amministrazione, se sussisteranno tutte le condizioni a cui lo ha vincolato e che sono state ampiamente esplicitate, porterà il progetto all’esame del Consiglio comunale in tempo utile perché possa passare dall’esame preliminare e anche da una ponderata analisi prima dell’eventuale approvazione».

Mi permetto di concludere citando ancora il Sindaco e l’Assessore quando, non a caso, hanno parlato di «una differenza sostanziale tra un metodo di lavoro serio, che tiene conto delle contraddizioni e cerca una sintesi positiva, e un approccio unilaterale che assolutizza solo una porzione e gioca a solleticare interessi specifici».
Interessi da cui la stampa, almeno in ossequio alla deontologia e per rispetto dei lettori, dovrebbe quantomeno salvaguardarsi.

Grazie per questo spazio di commento, Le auguro buon lavoro. E un lavoro buono.





14/05/2012 | 11.33.37
Greg

Mi sembra improprio continuare a parlare di "riqualificazione" di un quartiere quando invece si tratta di costruire ex novo sette palazzine di sei piani ciascuna.

"Riqualificazione" era la parolina magica, l´espediente lessicale che qualcuno aveva ideato per far passare più agevolmente un progetto che si è rivelato mortificante per il quartiere.

Edificare e far felice degli imprenditori non è porre ordine, risistemare, migliorare un contesto urbanistico; se poi si tratta di costruire sull´alveo di un torrente, si tratta di una proposta insensibile, avida, da non accogliere.