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MODICA - 02/04/2012
Attualità - Il sottosegretario Mazzamuto ha visitato i locali del palazzo di Giustizia

Per il tribunale di Modica allargamento unica speranza. Troppo tardi?

Il convegno al teatro Garibaldi con il sottosegretario alla Giustizia ha messo a nudo i numeri insufficienti del tribunale modicano
Foto CorrierediRagusa.it

Le parole di Francesco Mazzamuto sono state una scudisciata per avvocati ed amministratori. Il sottosegretario ha snocciolato numeri e parametri ed ha concluso: «Male che va avrete una sezione staccata». Un pugno allo stomaco per sindaco ed Ordine forense che più di altri sono stati in prima fila in questi ultimi mesi a difesa del mantenimento del tribunale.

La successiva visita del sottosegretario al palazzo di Giustizia con magistrati, sindaco e componenti dell’ordine forense non ha cambiato i termini della questione ed ha confermato quanto detto da Mazzamuto al teatro Garibaldi nel corso del suo intervento. Struttura a posto, funzionale ed efficiente, ma bisogna avere altri requisiti per cambiare una situazione oggettivamente difficile e complicata per il futuro del tribunale.

Antonello Buscema è intervenuto a freddo sul confronto sviluppatosi al teatro Garibaldi ed ha affermato: «Mi pare che la strada da percorrere, dopo la tavola rotonda di sabato, è sostanzialmente tracciata. Abbiamo il dovere, di concerto con i sindaci del comprensorio, con l’Ordine forense di Modica di intensificare, con azioni concrete e rapide, la realizzazione del progetto di allargamento della circoscrizione giudiziaria chiedendo, con atti dei civici consessi, ai comuni di Noto, Rosolini, Pachino, Portopalo e Palazzo Acreide, di annettersi alla nostra circoscrizione. Questa mi appare la chiave che apre la porta alla soluzione finale quella che potrà ribaltare gli indici che il Sottosegretario ha stimato insufficienti per il mantenimento del presidio».

Certamente non c’era bisogno che lo venisse a ribadire il sottosegretario che l’allargamento è l’unica speranza. Da quasi un anno tutti gli attori sono ben consapevoli di ciò e sembra dunque strano che il sindaco lo assuma oggi come impegno perchè ben poco, o niente è stato fatto in questa direzione. Solo qualche dichiarazione di intenti, qualche incontro che non ha prodotto atti formali. Di converso tante dichiarazioni, tanti annunci e qualche riunione. Ora il futuro del tribunale di Modica è appeso ad un filo e perché non si spezzi bisogna fare in fretta quello che in un anno non è stato fatto. Delibere ed atti ufficiali con cui gli eventuali nuovi «partner» della circoscrizione del tribunale di Modica dichiarano di starci. Altrimenti sarà tutto vano. Riusciranno i nostri eroi?

(Nella foto: da sin. Mazzamuto, Buscema, Tamburini)

Il convegno al teatro Garibaldi

Per il tribunale di Modica è stato il De Profundis o quasi. Lo ha intonato Salvatore Mazzamuto, sottosegretario alla Giustizia, che dal palcoscenico del teatro Garibaldi è stato crudo e netto nelle sue affermazioni. L’attenta e numerosa platea di avvocati, autorità ed amministratori ha seguito in silenzio e con molta apprensione anche se qualcuno si è lasciato andare ad un principio di contestazione subito sedata dal moderatore Salvatore Campanella.

Il sottosegretario ha snocciolato numeri ed ha concluso che i dati del tribunale di Modica sono sconfortanti ed i quattro parametri introdotti nella legge delega per la valutazione dell’opportunità o meno del mantenimento delle sedi giudiziarie minori sono tutti negativi. La popolazione di Modica ed del suo comprensorio è al di sotto del numero richiesto, le pratiche sono solo 4mila 600 annue, il carico di lavoro per magistrato è inferiore al parametro nazionale ed il tribunale risulta ultimo nella classifica del distretto del tribunale di Catania.

«I numeri contano – ha detto Mazzamuto – e con essi bisogna confrontarsi». Il sottosegretario tuttavia è stato anche propositivo e non ha chiuso la porta in modo definitivo anche perché, ha lasciato capire tra le righe, di non condividere la legge voluta dal governo Berlusconi e che quello attuale ha ereditato ed alla quale è chiamato a dar corso. Modica ha dalla sua la bontà dell’infrastruttura, moderna, funzionale ed efficiente.

Può inoltre accarezzare l’ipotesi di un allargamento della circoscrizione giudiziaria come Antonio Borrometi, da primo firmatario di una proposta di legge, ed intervenuto sull’argomento in proposito, aveva ipotizzato a suo tempo. L’allargamento della circoscrizione ad Avola, Noto, Pachino, Portopalo e Rosolini aprirebbe dunque meno incerte che il governo potrebbe prendere in considerazione nella formulazione finale della proposta.

Ma, ha ammonito il sottosegretario: «Se il consenso per questo allargamento c’è fatelo emergere, dateci le carte perché al momento abbiamo solo una dichiarazione di intenti da parte del consiglio comunale e dell’amministrazione di Modica. Troppo poco». Salvatore Mazzamuto dunque ha richiamato tutti gli attori di questa vicenda a darsi da fare perché non c’è tempo da perdere. Per allargare la circoscrizione non servono convegni e mozioni ma delibere ed atti concreti perché le altre amministrazioni interessate dichiarino la loro disponibilità a trasferirsi a Modica.

I tempi sono tuttavia ristretti e già subito dopo Pasqua la commissione tecnica del ministero della Giustizia avvierà gli incontri per discutere della nuova geografia giudiziaria in Italia. Il convegno voluto dall’ordine forense e dall’amministrazione comunale è servito per lanciare la proposta formulata dal presidente del consiglio comunale Carmelo Scarso che intende mettere a disposizione la cittadella della giustizia comprendente l’attuale sede del palazzo del Tribunale, i locali dell’Azasi e dell’attiguo centro sociale per ospitare nuovi servizi e competenze.

Una cittadella che tuttavia rischia di restare un guscio vuoto se Modica non acquisisce subito adesioni. Salvatore Mazzamuto ha concluso il convegno con una provocazione che la dice lunga sullo stato dell’arte sul mantenimento dello storico e secolare tribunale. «Non sarebbe comunque una tragedia – ha detto – perché male che vada Modica conserverà un presidio giudiziario o una sezione staccata». Una eventualità che nessuno al momento vuole ipotizzare ma con la quale man mano che il tempo passa bisogna fare i conti.