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Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:45 - Lettori online 635
MODICA - 24/03/2012
Attualità - Nel complesso monumentale possibile leggere varie stratificazioni architettoniche

Giornata Fai, regalato Convento Carmine alla città

Nella ex sede dei carabinieri in piazza Matteotti sobo venuti alla luce ambienti celati nel tempo
Foto CorrierediRagusa.it

La giornata del Fai porta in dote un altro gioiello alla dote monumentale della città. Nella sede dell’ex caserma dei Carabinieri in piazza Matteotti è infatti venuto alla luce il convento del Carmine (nella foto). Il cantiere aperto da oltre due anni, grazie all’intervento della amministrazione provinciale e della Protezione civile, ha infatti consentito di scoprire luoghi e locali che sono stati celati per almeno cinque secoli secolo.

Il convento del Carmine, infatti, annesso alla omonima chiesa, è un complesso che si è stratificato nel tempo e la sua prima edificazione è databile attorno al ‘200, subendo modifiche e rimaneggiamenti nel corso dei secoli, sopravvivendo in parte al terremoto del 1693. E’ venuto così alla luce uno spazio dove domina, sia al primo sia al secondo piano il chiostro, successivamente chiuso all’esterno mentre le celle dei frati sono attigui agli spazi aperti. Lungo il corridoio della parte superiore è possibile anche ammirare parte degli affreschi mentre in quella che è stata la camera di sicurezza della ex tenenza dei Carabinieri, dopo la rimozione degli intonaci infatti è stata ritrovata una seconda cappella; nel corpo che si affaccia su piazza Matteotti si trova poi la sagrestia.

Il convento fu certamente sede dell’ordine dei Carmelitani quando questi si stabilirono in città a metà del ‘200 ed ospitò un convegno regionale dell’ordine tanto che per l’occasione si rese necessario l’allargamento del corpo originario. Pochi anni prima del terremoto del 1693 il convento poteva contare su 23 celle ed ospitava in pianta stabile sei sacerdoti, un chierico e due laici.

I lavori di restauro e recupero dell’immobile non sono ancora conclusi ma si può già dire che la città si arricchisce di un monumento di grande valore artistico dove tutte le fasi dell’arte antica, dal primo gotico al chiaramontano, dal barocco al neoclassico, sono leggibili.

Insieme al convento di S. Maria del Gesù, recuperato tre anni fa, il convento del Carmine rappresenta una acquisizione di di valore e bisognerà sin da ora pensare ad una sua pubblica fruizione risolvendo innanzitutto la possibilità della convivenza tra l’uso istituzionale dell’edificio, destinato a presidio dei Carabinieri, e quello monumentale. Deve far pensare il fatto che ancora oggi non è possibile visitare il convento di S. Maria del Gesù per mancanza di personale e non bisognerà ripetere gli stessi errori anche per il Carmine. Alla inaugurazione, curata dalla sezione locale del Fai, sono intervenute le autorità civili e militari con il sindaco Antonello Buscema in testa.

A curare la visita ed accompagnare i numerosi gruppi di visitatori hanno pensato sedici studenti del Liceo Classico Tommaso Campailla, assistiti dai docenti Nino Moltisanti e Salvina Chessari che hanno curato la formazione degli studenti «cicerone».