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MODICA - 21/02/2012
Attualità - La drammatica storia di una ragazza di 26 anni, madre di una bambina di 9

Alessandra convive con la morte. L´Asp 7 la sostiene

La giovane è affetta dall’acne inversa, una forma tumorale che si sviluppa nell’organismo e devasta il corpo all’esterno con ferite aperte e infiammate
Foto CorrierediRagusa.it

Già da un mese circa l’Asp 7 di Ragusa assiste Alessandra Cicero (foto), la ragazza modicana emigrata per parecchio tempo in Germania con i genitori e poi ritornata nella sua abitazione di Modica Alta, dove prosegue la sua lotta contro la morte, sempre in agguato da ben 17 anni. La ragazza 26enne, madre di una bimba di 9 anni, è affetta da una rarissima malattia che l’affligge dall’età di 9 anni: l’acne inversa, una forma tumorale che si sviluppa nell’organismo e devasta il corpo all’esterno con ferite aperte e infiammate.

Alessandra porta i segni di questa grave patologia su tutto il corpo, straziato da ferite aperte per le quali c’è bisogno di cure costanti e costose. Di tutto questo si è da qualche settimana fatta carico l’Asp, come accennato, dopo che il direttore sanitario Pasquale Granata è stato informato della situazione di Alessandra. L’Asp ha messo a disposizione, medici, sostegno psicologico e assistenza, ma, soprattutto, l’Asp ha pensato altresì al reperimento dei costosi farmaci, difficili persino da ordinare in farmacia, perché necessitano di prescrizioni e ricette particolari.

Quasi tutti i farmaci di cui necessita ogni giorno Alessandra sono stati quindi reperiti, alleviando la ragazza da numerose preoccupazioni. Anche i suoi genitori, pensionato lui, casalinga lei, si sentono più sollevati. La famiglia Cicero, dopo anni trascorsi in Germania, era tornata a Modica nel 2007. La ragazza aveva subito in Germania ben 350 interventi in appena tre anni, ad opera del noto chirurgo tedesco Schiebert, specializzato in questa rara malattia, sulla quale ha scritto un libro. Lo stesso luminare, che aveva operato Alessandra addirittura 55 volte in 24 ore in anestesia totale, l’aveva definita senza mezzi termini «una morta che cammina», perché le ferite che si aprono sul corpo possono avere esiti mortali, se non debitamente curate.

E proprio le cure erano quelle che mancavano ad Alessandra, che aveva trovato aiuto in Donatella Giacchi, gastroenterologa di Ragusa, e nel medico curante di Modica Orazio Galfo, che trovava pure lui serie difficoltà nel reperire le costose medicine per Alessandra, che necessita di analisi e cure costanti. Adesso, invece, da qualche settimana è arrivato anche il sostegno dell’Asp.