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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:27 - Lettori online 794
MODICA - 12/01/2012
Attualità - GLi addetti hanno presidiato la stanza di Antonello Buscema a palazzo S. Domenico

Personale Multisosta chiede chiarezza al sindaco

La lettera del sindaco al consiglio comunale valutata come un’apertura dal sindacato Foto Corrierediragusa.it

Si sono riuniti in assemblea nell’anticamera del gabinetto del sindaco (nella foto). I dodici addetti al servizio Multisosta chiedono certezze sul loro futuro e continueranno a premere sull’amministrazione e sui consiglieri finchè la loro situazione verrà chiarita e sistemata dal punto di vista giuridico.

Dice Salvatore Terranova, Cgil,: «La lettera inviata dal sindaco con la quale l’amministrazione si dice pronta a trattare l’argomento in consiglio comunale è un segnale di apertura. In questi anni tuttavia ne abbiamo visto e sentite tante ma per i lavoratori non ci sono ancora certezze». Si tratta dell’inquadramento nella Servizi per Modica, SpM, del personale Multisosta proveniente dalla ex Multiservizi.

Dicono gli addetti: «E’ da un anno che ci vengono date assicurazioni ma ora per un cavillo ora per un altro siamo fermi e sempre più confusi ed arrabbiati. Ci hanno detto di attendere la prossima seduta del consiglio comunale ma non ci crediamo più; siamo delusi ed arrabbiati».

I lavoratori hanno ben accolto l’apertura del sindaco che nella sua lettera si dice favorevole al loro inquadramento nella SpM ma temono fortemente contrasti e fibrillazioni sia all’interno della giunta sia all’interno del consiglio comunale, ed in particolare nella maggioranza. In prima istanza infatti il personale doveva essere trasferito ad una società privata in grado di gestire il servizio ma ulteriori approfondimenti hanno chiarito che il personale può essere transitare nella società del comune. Deve essere tuttavia il consiglio comunale a votare la delibera vincendo tutte le resistenze emerse.

La posizione del sindaco
Il sindaco tronca le polemiche scaturite dalla seduta dell’ultimo consiglio comunale. Il futuro dei 12 addetti della Multisosta sarà nella Servizi per Modica, SpM. E’ questo il senso della delibera che l’amministrazione proporrà alla prossima seduta del consiglio e che i consiglieri dovranno approvare.

Il sindaco non ha gradito le critiche del consigliere Vito D’Antona, Sel, e della Cgil, che si sono schierati in prima istanza per questa soluzione della vicenda ed hanno visto nel ritiro del punto da parte dell’amministrazione un tentativo di prendere tempo quando invece tutto era ormai definito e pronto per assicurare il futuro ai lavoratori nella SpM.

Dice Antonello Buscema rivolgendosi proprio alla Cgil: «Comprendiamo l’esigenza della Cgil di arginare le legittime preoccupazioni dei lavoratori, ma questo non si può fare lanciando all’amministrazione accuse generiche e prive di fondamento. I rappresentanti dello stesso sindacato, infatti, ben sanno con quanta attenzione e senso di responsabilità ci siamo impegnati per tre anni e mezzo a gestire nel migliore dei modi l’operazione di ristrutturazione delle società partecipate, mettendo tra gli aspetti prioritari la tutela degli stessi lavoratori.»

Il sindaco chiarisce anche che non è stato solo volontà dell’amministrazione di ritirare il punto ma una esigenza scaturita dalla conferenza dei capigruppo che hanno voluto approfondire l’intricato nodo giuridico.

Dice ancora il sindaco: «la proposta di delibera per la modifica dello Statuto della SpM sarà rimandata in Consiglio senza alcuna modifica. Resto convinto, dal punto di vista dell’opportunità politica e della economicità per l’Ente, della possibilità e della convenienza di accorpare i due servizi in un’unica società, ferma restando la piena consapevolezza della ratio con cui la norma ci indica di tenere separati i servizi strumentali dai servizi pubblici a rilevanza economica e quindi del fatto che la nostra tesi, qualora verrà condivisa dal Consiglio, dovrà superare ancora almeno un altro scoglio: quello delle necessarie indagini di mercato che bisognerà effettuare per dimostrare che la scelta di mantenere in house questo servizio a rilevanza economica non andrà ad alterare la concorrenza.

Il nostro interesse è che si proceda, con la cautela e per il tempo che saranno necessari ed eventualmente anche con tutti gli approfondimenti che ancora si riterranno opportuni, ad approvare atti pienamente legittimi, a tutela tanto del Comune quanto dei lavoratori».