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Lunedì 5 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 11:51 - Lettori online 312
MODICA - 07/01/2012
Attualità - Il consigliere Pdl teme che tutta la manovra sia stata accelerata per fare cassa

Michele D´Urso sulla Tarsu: prima il regolamento, poi le cartelle

E’ bufera sul pagamento della tassa sui rifiuti solidi urbani Foto Corrierediragusa.it

Prima il regolamento e poi l’invio delle cartelle. Il Pdl contesta il modo in cui l’amministrazione ha affrontato la revisione delle tariffe della Tarsu. La questione ha sollevato un vespaio di polemiche e di proteste in città ed è arrivata in consiglio comunale.

Dice il coordinatore cittadino Pdl, Michele D’Urso (nella foto): «L’impostazione dell’amministrazione è sbagliata e temiamo fortemente che sia tutta una manovra per fare cassa ad un anno dalle elezioni. Il sindaco nel giro di pochi giorni ha sbagliato due volte prima con le tariffe sui varchi sulle strade comunali e poi con la Tarsu».

Michele D’Urso chiarisce come e perché, a parere del Pdl, bisogna cambiare: «L’assessore alle entrate non ha fatto altro che trasferire i dati del catasto all’applicazione delle tariffe della Tarsu. Non si può procedere così perché bisogna innanzitutto adeguare il regolamento comunale passando dal consiglio, poi informare adeguatamente i cittadini e quindi procedere con la fase operativa. Abbiamo invece assistito a cittadini che si sono visti recapitare le nuove cartelle retrodatate senza che nessuno avesse loro notificato il cambiamento. Un ente pubblico non può procedere in modo unilaterale. Ed aggiungo che non è un fatto automatico applicare i dati dell’accatastamento di un immobile ai fini dell’applicazione della Tarsu. Come la mettiamo infatti con i garage che sono accatastati e che invece ai fini del conferimento di rifiuti solidi urbani sono esenti da pagamento? E’ uno dei tanti casi che stridono e che mettono i cittadini in difficoltà. Ecco perché serve un regolamento nuovo perché quello attuale è in contrasto con la normativa introdotta nel 2005. Per effetto dei ritardi dell’amministrazione ci troviamo oggi in una situazione difficile con uffici imballati perché sono sommersi da richieste di chiarimenti da parte dei cittadini che hanno peraltro annunciato molte opposizioni in sede legale complicando ulteriormente le cose».

Proprio per evitare code e migliorare in genere il rapporto con i cittadini sarebbe il caso, rileva dal suo canto Vito D’Antona, attivare una corsia preferenziale con organizzazioni sindacali e patronati che potrebbero fare da filtro tra ente ed utenti. Per il consigliere Sel per evitare lunghi contenziosi l’ente dovrebbe far pagare la differenza tra la tassa non pagate quella dovuta ma senza sanzioni ed interessi oltre a prolungare il termine di 60 giorni fissato per il pagamento.

La posizione dell´amministrazione

E’ bufera sul pagamento della tassa sui rifiuti solidi urbani. L’assessore alle Entrate Santino Amoroso tiene duro e non fa passi indietro. Nel corso dell’ultimo mese sono state notificate quasi mille cartelle ai residenti nei vari quartieri della città con cartelle di pagamento a volte doppie, a volte errate. La linea dell’amministrazione è quella di imporre il pagamento della Tarsu non già sulla base delle superfici dichiarate o comunque rilevate dai Vigili urbani ma facendo solo riferimento alle superfici catastali. Per molti residenti, in molti casi ignari, si tratta di una stangata, perché i due dati non sempre coincidono e la differenza risulta onerosa.

Santino Amoroso ha allargato le braccia rispetto ad alcuni interventi in aula come quelli di Paolo Nigro, Salvatore Cannata e Carmelo Cerruto. L’amministrazione, ha detto l’assessore, si è mossa in linea con la legge e in sintonia con l’agenzia del territorio che ha consegnato all’ente il catasto metrico. Su questa base sono stati ricalcolati gli importi dovuti ed Amoroso non intende ritirare nulla pur se ha dichiarato la sua disponibilità a confrontarsi.

Ai cittadini in ogni caso sarà consentito di rateizzare le somme dovute anche perché in molti casi si tratta di centinaia di euro. Carmelo Cerruto, Pd, ritiene dal suo canto che le superfici catastali ai fini del pagamento della Tarsu non sono corrette e giudica illegittima la sanzione al cittadino che non ha mai dichiarato la sua variazione come certificata all’Ente perché mai richiesta.

Il capogruppo dei Popolari, Salvatore Cannata, ammette che la superficie catastale non può essere variata ma chiede che gli errori palesi siano corretti. Per Nino Cerruto di Nuova Prospettiva l’azione dell’amministrazione rende invece giustizia rispetto a chi ha pagato per le superficie giuste. Un’azione che anzi arriva tardiva visto che doveva applicarsi già nel 2004 per cui è il momento di fare giustizia.