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Domenica 11 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 13:05 - Lettori online 772
MODICA - 07/01/2012
Attualità - I cittadini sono arrabbiati

Tarsu di 4mila euro per errato calcolo metraggio casa a Modica

Ad un altro residente è pervenuta una bolletta Tarsu relativo ad un locale in centro storico che ospitava un’attività commerciale cessata da anni Foto Corrierediragusa.it

Vedersi recapitare a casa un ruolo relativo ai pagamenti arretrati della tassa sui rifiuti solidi urbani per quasi 4mila euro in riferimento ad un’abitazione di 380 metri quadri, praticamente una villa. Potrebbe anche non esserci nulla di anomalo, se non fosse che lo sbigottito destinatario della missiva inviata dall’ufficio tributi di palazzo San Domenico abita in una più modesta casa di poco più di 100 metri quadrati nelle campagne modicane, a circa tre chilometri dalla città.

E’ quindi questo solo uno delle decine di casi di cartelle pazze sulla Tarsu che sono arrivate in questi giorni nelle abitazioni dei modicani, giusto per cominciare il 2012 all’insegna dell’ottimismo e della serenità. Il destinatario della maxi bolletta di 3mila 900 euro, nonostante il palese errore degli uffici comunali, si è dovuto sobbarcare l’onere di far redigere la visura catastale e la planimetria dell’abitazione, a sue spese, da parte di un geometra, al fine di presentare gli incartamenti all’ufficio tributi e acclarare il refuso.

E qui, oltre al danno, anche la beffa: al cittadino, che ha perso tempo e soldi, prendendosi altresì un permesso dal lavoro per risolvere la problematica e dimostrare la sua buonafede, l’impiegato di turno avrebbe risposto che non era possibile chiarire la vicenda perché dall’ufficio sarebbe in questi giorni assente il tecnico incaricato. Risultato: la vicenda resta ancora in sospeso e il cittadino dovrà di nuovo recarsi negli uffici comunali per venire a capo della vicenda.

Ma non finisce qui: ad un altro residente è pervenuta una bolletta Tarsu relativo ad un locale in centro storico che ospitava un’attività commerciale cessata da anni. Ad un altro commerciante è stata recapitata una bolletta maggiorata relativa ad una parte del locale commerciale addirittura inesistente e sito in via Risorgimento.

Ovviamente i diretti interessati si sono recati negli uffici per le legittime proteste, sentendosi rispondere che, spesso, tra l’ufficio tributi e l’altro ufficio controlli che si occupa di spedire le bollette, non c’è nessun raccordo. Da qui gli errori che si traducono in grattacapi per gli utenti. Senza dimenticare che spesso i collegamenti tra i vari uffici vengono resi ulteriormente più difficoltosi dalla linea internet e dal collegamento intranet, a causa del sistema wifi che talvolta fa le bizze.

Di conseguenza, anche gli impiegati sono spesso in difficoltà nel tentativo di venire incontro alle richieste di coloro, che, pur pagando tasse e tributi, si trovano altresì costretto a pagare le conseguenze di questi disservizi. Non è chiaro da cosa derivi questa stucchevole sequela di errori nel calcolo della Tarsu arretrata a carico dei contribuenti, che, spesso, a leggere l’entità della somma che dovrebbero in teoria pagare, rischiano un colpo apoplettico.

Quel che più disturba quanti si sono trovati costretti a dimostrare la propria buona fede, è che l’onere della prova spetta proprio al destinatario della bolletta, che, nella migliore delle ipotesi, si trova costretto a rivolgersi a geometri, ingegneri i notai per le visure o le planimetrie che attestino la reale estensione dell’immobile gravato dalla Tarsu.