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Lunedì 5 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 17:16 - Lettori online 984
MODICA - 17/12/2011
Attualità - Sulla vicenda interviene anche l’assessore comunale all’urbanistica Giovanni Giurdanella

I palazzi nell´alveo coperto, sopralluogo del soprintendente

Quale sarà il «destino» del progetto di 17 milioni di euro a compartecipazione pubblica – privata?
Foto CorrierediRagusa.it

«Mi domando come mai questo progetto non sia ancora passato al vaglio della soprintendenza». La dice lunga il commento del soprintendente ai beni culturali ed ambientali di Ragusa Alessandro Ferrara (foto) dopo il sopralluogo informale tenuto nel rione Fontana per la vicenda del progetto di realizzazione di sette palazzi nell’alveo coperto e già ristretto da 15 metri ad appena due. «Se prima nutrivo qualche perplessità, adesso sono ancora più dubbioso», ha detto Ferrara, che, prima di pronunciarsi in maniera dettagliata sulla vicenda, intende visionare con attenzione il progetto di cui la Soprintendenza di Ragusa non sapeva praticamente nulla.

Da ciò si evincerebbe che l’ente sia stato bypassato o comunque non ancora informato sull’entità di questo progetto denominato «di riqualificazione», ma che, nei fatti, è quasi identico ad un progetto di lottizzazione, come ben sanno i residenti del quartiere che hanno minacciato d’incatenarsi per impedire l’avvio dei lavori di realizzazione dei sette palazzi.

I residenti, oltre alla gravità dell’impatto ambientale e dell’ulteriore cementificazione di uno dei polmoni verdi più belli di Modica, temono per la loro incolumità, dal momento che gli edifici impedirebbero in maniera fin troppo pericolosa ed evidente il normale deflusso delle acque piovane, che già adesso allagano i terreni circostanti anche in occasione di piogge moderate.

«Non sono intenzionato a chiedere niente a nessuno – taglia corto Ferrara – e dal mio sopralluogo mi sono già fatto un quadro approssimativo della situazione, che non mi persuade affatto, soprattutto in riferimento alla copertura e al successivo restringimento dell’alveo che rende la zona pericolosa, oltre che dequalificante, dal punto di vista ambientale. Mi aspetto – conclude il soprintendente – che il progetto in questione mi venga sottoposto quanto prima, anche se la zona in oggetto è lontana del centro storico e quindi non di stretta pertinenza dell’ente che rappresento».

Il progetto, a compartecipazione pubblico – privato, è stato presentato alla Regione nell’ambito di un apposito bando per la riqualificazione di determinate aree. La Regione partecipa con 6 milioni e mezzo, il privato, ovvero la «Edilzeta» di Zaccaria, azienda appaltatrice del progetto, con 10 milioni, e il comune di Modica con poco meno di 500mila euro, corrispondente al valore del terreno ceduto.

Sulla vicenda interviene l’assessore comunale all’urbanistica Giovanni Giurdanella, secondo cui «La soluzione sta nell’allargamento dei confini dell’area ai centri storici, nell’ambito dell’approvazione della variante al piano regolatore generale, di cui la città è priva da troppi anni». Giurdanella, specificando che il rione Fontana ricade in zona «B», quindi edificabile, precisa che «Dovranno essere le regole del buonsenso a prevalere rispetto al progetto originario di edificazione dei sette palazzi». Ulteriori incontri saranno previsti nei prossimi giorni anche con i residenti, al fine di trovare soluzioni positive per tutti, prima di avviare i lavori di edificazione.