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Lunedì 5 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 11:16 - Lettori online 1028
MODICA - 13/12/2011
Attualità - Lettera aperta del sovrintendente Giorgio Pace

La Fondazione Garibaldi adisce le vie legali contro l´Enel per la mancata fornitura elettrica al teatro comunale

Un teatro che continua ad operare in condizioni precarie assimilabili ad una situazione d’emergenza
Foto CorrierediRagusa.it

Un teatro che continua ad operare in condizioni precarie assimilabili ad una situazione d’emergenza, per via della mancanza di fornitura elettrica determinata dalla morosità del comune di Modica nei confronti dell’Enel. Alla luce di ciò, la Fondazione Teatro Garibaldi ha deciso di affidare l’incarico ad un legale per far valere i propri diritti, ribadendo che la Fondazione è un ente privato e autonomo rispetto al Comune di Modica. E’ il sunto della lettera aperta che Giorgio Pace (foto), sovrintendente della Fondazione Garibaldi, che gestisce l’omonimo teatro comunale, ha rivolto alla cittadinanza per scusarsi pubblicamente dei disagi che il pubblico sarà costretto a subire nei prossimi mesi per assistere agli spettacoli all’interno della struttura.

Disagi che si sono fatti sentire nella serata inaugurale del concerto di Stefano Bollani, quando gli spettatori battevano i denti dal freddo. E l’inverno deve ancora arrivare. «Una delle dirette conseguenze di un’emergenza che è diventata cronica da quando, nel giugno del 2010 – scrive Pace – l’Enel ha deciso di tagliare la corrente elettrica del teatro Garibaldi a causa del debito accumulato negli anni precedenti dal comune, di fatto rischiando di determinare la chiusura della più importante struttura culturale della città. Solo la nostra ferma volontà – dice il sovrintendente – e a costo anche di parecchi sacrifici, ha fatto sì che le attività artistiche si siano svolte e continuino a svolgersi con una certa regolarità».

Il contatore del teatro era stato peraltro allacciato, con un filo esterno ed in maniera non propriamente ortodossa, al contatore dell’attiguo palazzo, di proprietà comunale. Poi era stato adottato l’escamotage del gruppo elettrogeno, che ha consentito alla fondazione di mettere in scena 49 spettacoli in poco più di sei mesi, rivedendo necessariamente il piano della sicurezza ai fini dell’agibilità della struttura, proprio per via dell’utilizzo del gruppo elettrogeno, con tutti i rischi del caso. La fondazione si è quindi assunta la responsabilità, non indifferente, di questa precaria situazione, nonché i costi gravosi che ne erano derivati.

L’indisponibilità dell’Enel ad attivare un nuovo contratto di fornitura di energia elettrica con la Fondazione, previo saldo del credito vantato con il comune di Modica, ha indotto la Fondazione ad adire le vie legali. «Nel frattempo – conclude Pace – abbiamo deciso, ancora una volta, di non interrompere a causa di questo problema la nostra programmazione, in quanto consapevoli di non poter privare la città del suo Teatro, che funzionerà nel frattempo ancora con l’ausilio del gruppo elettrogeno».