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MODICA - 06/02/2008
Attualità - Modica - Strascichi polemici di un carnevale sottotono

Netturbini a comando? Spazzano in base alle direttive

Coriandoli rimossi dinanzi a un bar. E nel resto dei marciapiedi? Foto Corrierediragusa.it

Spazzamento a richiesta dei marciapiedi antistanti le rispettive attività commerciali? Parrebbe proprio di sì, stando al tenore delle affermazioni del gestore di un bar di corso Umberto I. Gli operatori ecologici, che si stavano accingendo a spazzare dai coriandoli del martedì grasso il tratto di marciapiede antistante il locale del barista, hanno di colpo sospeso il lavoro per occuparsi «con urgenza» dell’area sulla quale si affaccia un altro noto bar.

Tutto questo dopo una telefonata che sarebbe partita da palazzo San Domenico, all’indirizzo di cui si era lagnato l’altro titolare del locale «privilegiato». «E così ? dichiara il collega scontento ? i cinque metri di marciapiede di quel bar sono puliti come uno specchio mentre le altre zone, compresa la mia, dove i netturbini sono tornati dopo l’incombenza, hanno goduto solo di una spazzata da lontano. Se esistono favoritismi anche in questo senso ? conclude mestamente il titolare del bar ? allora siamo davvero alla frutta. E oltre al danno potrei subire anche la beffa, se decidessi di farmi promotore di una pubblica denuncia».

Il gestore, che in base a queste motivazioni preferisce mantenere l’anonimato, mette la mano sul fuoco sulla buona fede dei netturbini, «richiamati» da una telefonata dall’alto. Intanto il carnevale modicano non ha di certo brillato per effervescenza. In un periodo di vacche magre come quello attuale, l’amministrazione non ha scucito un centesimo. L’unica «attrazione» è stata costituita dall’improvvisato karaoke in piazza di due noti nullafacenti col pallino della musica. Per il resto, il corso non è stato chiuso al traffico veicolare (come da prassi da qualche tempo a questa parte) e le famigliole con pargoletti in maschera al seguito si sono dovuti accontentare di una passeggiata con getti di coriandoli.

Neanche le vetrine potevano essere ammirate: la maggior parte dei locali commerciali era difatti chiusa per evitare imbrattamenti o altri atti vandalici ben peggiori ad opera dei soliti balordi.